In che senso italiano? Immagini dal doppio opening umbro della galleria Bibo’s Place: Francesco Lo Savio e una collettiva di giovani italiani

Il format ormai è sperimentato: un nome storicizzato, stavolta quello di Francesco Lo Savio, affiancato da uno o più giovani artisti. “L’idea di base è infatti sempre quella che non esistano cesure nette tra una generazione e l’altra, ma ci sia una certa continuità: l’incontro/scontro di dialettica visiva tra artisti giovani ed artisti storicizzati è […]

Il format ormai è sperimentato: un nome storicizzato, stavolta quello di Francesco Lo Savio, affiancato da uno o più giovani artisti. “L’idea di base è infatti sempre quella che non esistano cesure nette tra una generazione e l’altra, ma ci sia una certa continuità: l’incontro/scontro di dialettica visiva tra artisti giovani ed artisti storicizzati è la linea curatoriale scelta per le tutte le mostre realizzate dalla galleria fino ad oggi”. Quale galleria? La Bibo’s Place di Todi, lo spazio gestito da Andrea Bizzarro e Matteo Boetti che dal silenzio appartato dell’Umbria conferma un programma di alto profilo che non conosce flessioni. La mostra omaggio a Lo Savio nella project room, titolo Filtri, Ferri, Progetti, ripercorre in una quindicina di opere “i pochi anni in cui l’artista romano investiga il valore della luce e della forma, sviluppando una concezione pura dello spazio”.
La collettiva allestita negli spazi principali della galleria – titolo In che senso italiano? (Ancora!) – riunisce otto artisti, da Silvia Giambrone a Matteo Nasini, Leonardo Petrucci, Luana Perilli, Alessandro Piangiamore, Mariagrazia Pontorno, Lorenzo Scotto di Luzio, con un gruppo di opere realizzate in massima parte appositamente per questa mostra e rappresentative della propria produzione e poetica. Solo il giorno dell’inaugurazione, prevista una performance concepita e realizzata da Chiara Mu, Apparato di cattura, pensata e dedicata all’arte di Lo Savio. Il tutto visibile fino al 15 marzo 2016: ma anticipato dalla nostra fotogallery dall’opening…

http://www.bibosplace.it/

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.