Immagini in anteprima della grande mostra di Henri de Toulouse‐Lautrec al Palazzo Blu di Pisa. Luci e ombre di Montmartre, in 180 straordinarie opere

Una grande mostra che presenta l’intera raccolta dei suoi più celebri manifesti, numerosi disegni, un’attenta selezione di dipinti e, per la prima volta in Italia, una delle più complete collezioni della sua opera grafica, composta da prime edizioni e numerose litografie con dediche originali dell’artista. Sua di chi? Di Henri de Toulouse‐Lautrec, al quale dedica la mostra – sottotitolo […]

Una grande mostra che presenta l’intera raccolta dei suoi più celebri manifesti, numerosi disegni, un’attenta selezione di dipinti e, per la prima volta in Italia, una delle più complete collezioni della sua opera grafica, composta da prime edizioni e numerose litografie con dediche originali dell’artista. Sua di chi? Di Henri de Toulouse‐Lautrec, al quale dedica la mostra – sottotitolo Luci e ombre di Montmartre – il Palazzo Blu di Pisa, per la cura di Maria Teresa Benedetti, organizzata dalla Fondazione Palazzo Blu in collaborazione con MondoMostre. Oltre 180 in totale le opere presenti per raccontare l’artista di Albi nelle diverse sfaccettature del suo lavoro: capaci di “descrivere e caratterizzare una città, i colori di una generazione e, più in generale, il vero stile di vita della Parigi di fine Ottocento, la Parigi del Moulin Rouge, di Montmartre e delle maison closes”.
Il percorso espositivo è poi arricchito da una selezione di opere degli Italiens de Paris, capolavori di grandi maestri italiani, tra cui Boldini, Natali, Zandomeneghi e Macchiati che, per stile o tematiche, si sono ispirati all’arte di Toulouse‐Lautrec. Tra queste il celebre Moulin de la Galette di Federico Zandomeneghi. L’apertura al pubblico è per il 16 ottobre, con mostra visibile fino al 14 febbraio 2016: ma noi ve la facciamo visitare in anteprima nell’ampia fotogallery…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.