Grandi collezioni crescono: l’Hermitage acquisisce una raccolta di sculture e disegni del cubista Lipchitz. Grazie a una donazione dell’erede dello scultore lituano

Tra le più antiche ed estese collezioni museali, quella dell’Hermitage di San Pietroburgo è, ancora oggi, in espansione. L’ultima acquisizione comprende una serie di rari gessi e disegni dello scultore cubista Jacques Lipchitz, come ha riferito, qualche giorno fa, Torkom Demirjian, il presidente del consiglio dell’Hermitage Museum Foundation americana. Le opere sono state donate al […]

Jacques Lipchitz, La nascita delle Muse, 1944-1950

Tra le più antiche ed estese collezioni museali, quella dell’Hermitage di San Pietroburgo è, ancora oggi, in espansione. L’ultima acquisizione comprende una serie di rari gessi e disegni dello scultore cubista Jacques Lipchitz, come ha riferito, qualche giorno fa, Torkom Demirjian, il presidente del consiglio dell’Hermitage Museum Foundation americana.
Le opere sono state donate al museo russo da Hanno D. Mott, erede dell’artista, conosciuto legale esperto d’arte, nonché presidente della Fondazione Jacques & Yulla Lipchitz, con sede a New York, depositaria del lascito dello scultore di origine lituana. Saranno allestite in una sala del Palazzo dello Stato Maggiore e salutate da una cerimonia ufficiale, a San Pietroburgo e, in seguito, anche a New York, per sottolineare il legame e la comunione di intenti tra la fondazione americana e il museo russo.
La donazione arricchisce l’Hermitage di una serie di opere fondamentali per approfondire la ricerca di uno degli avanguardisti che, agli inizi del Novecento, furono capaci di tradurre il linguaggio cubista nella tridimensionalità e applicare con efficacia i principi della scomposizione alla scultura.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.