Damien Hirst apre un altro dei suoi concept store. Dove? A Londra, nella sua galleria appena inaugurata a Newport Street. Con limited edition dell’astrattista John Hoyland

Dopo lo shop aperto nel 2012 nella cittadina di Ilfracombe, nel Devon, a pochi passi dalla colossale Verity, e quello inaugurato nel 2014 a New York, nel quartiere di SoHo, Damien Hirst ha tagliato il nastro ad una nuova filiale di Other Criteria, il suo concept store a metà strada tra il gift shop fighetto di un museo e una galleria d’arte, […]

Other Criteria

Dopo lo shop aperto nel 2012 nella cittadina di Ilfracombe, nel Devon, a pochi passi dalla colossale Verity, e quello inaugurato nel 2014 a New York, nel quartiere di SoHo, Damien Hirst ha tagliato il nastro ad una nuova filiale di Other Criteria, il suo concept store a metà strada tra il gift shop fighetto di un museo e una galleria d’arte, con una vasta offerta di libri d’artista e altre edizioni limitate – sue come di altri artisti affermati ed emergenti – tra fotografie, carte da parati, gioielli e quanto altro possa essere prodotto e smerciato in versione multiplo d’arte, a prezzi più o meno democratici.
Il nuovo negozio ha trovato posto nella galleria fresca d’inaugurazione di Damien Hirst a Newport Street, nel quartiere londinese di Lambeth, a sud del Tamigi e ad una mezzora di camminata dalla Tate Modern. Al piano terra del complesso architettonico firmato dallo studio Caruso St John e costato circa 25 milioni di sterline, lo store fa compagnia a Pharmacy2, gemello del famoso e contestato ristorante che fu aperto a Notting Hill, nel 1998.
Considerato che la mostra inaugurale della personale Wunderkammer di Hirst è una retrospettiva dedicata a John Hoyland, lo shop offre, al momento, principalmente una serie di stampe in edizione limitata dell’astrattista britannico scomparso nel 2011.

– Marta Pettinau

othercriteria.com

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.
  • angelaeco

    Questo si che è un grande post-wharol, ha capito tutto dell’arte

  • Bravo Damien Hirts cosi si fa, tutti dobbiamo prendere esempio investire sull’arte contemporanea senza aspettare che in Italia si costruiscano nuovi musei pubblici ma li facciamo noi cittadini privati