300 creativi under 35 per Mediterranea. Alla Fabbrica del Vapore di Milano l’edizione numero 17 della biennale: dirige Andrea Bruciati

Ventre delle civiltà occidentali, custode di culture millenarie, ma anche ossario impietoso di migliaia di morti senza nome. Al Mediterraneo, o meglio, alla creatività che si coltiva nei Paesi che afferiscono al Mare Nostrum, è dedicata la biennale che fu istituita ormai trent’anni fa, nel 1985, dal network internazionale Bjcem. Alla Fabbrica del Vapore di […]

No Food's Land, Fabbrica del Vapore, Milano

Ventre delle civiltà occidentali, custode di culture millenarie, ma anche ossario impietoso di migliaia di morti senza nome. Al Mediterraneo, o meglio, alla creatività che si coltiva nei Paesi che afferiscono al Mare Nostrum, è dedicata la biennale che fu istituita ormai trent’anni fa, nel 1985, dal network internazionale Bjcem.
Alla Fabbrica del Vapore di Milano, è stata inaugurata Mediterranea 17. Biennale Giovani Artisti: in corso sino al 22 novembre, la manifestazione internazionale e multidisciplinare riunisce 300 creativi under 35, provenienti, appunto, da tutta l’area del Mediterraneo.
Dalle arti visive a quelle applicate, dalla musica al cinema, dal teatro alla danza, sino alla gastronomia, Mediterranea 17 attraversa la creatività contemporanea sotto il titolo No Food’s Land, raffrontando – spiega il direttore artistico Andrea Bruciati – il processo digestivo al percorso che l’artista compie per assimilare la realtà e trasformarla in un prodotto artistico. Lo stesso allestimento – realizzato in collaborazione con lo Studio Rotella di Milano – segue questo concept, sviluppandosi lungo un percorso sinusoidale, come fosse un apparato che tutto rielabora e trasforma.
Per questa edizione, Mediterranea ha coinvolto anche le città di Genova e di Torino, dove si è appena tenuto il Forum Internazionale Biennale 3.0, incentrato su 30 anni di produzioni creative, mobilità, politiche socio-culturali e nuove prospettive tra Europa e Mediterraneo.

– Marta Pettinau

mediterraneabiennial.org

CONDIVIDI
Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.