Lo Strillone: Zaha Hadid e il paesaggio irregolare su Panorama. E poi il presidente Mattarella alla Mostra del Cinema, il Bahrain investe nella cultura

“Progettista bulimica, con 950 cantieri all’attivo in ben 44 Paesi”. Non è difficile riconoscere, in questa pur icastica descrizione, l’archistar anglo-irachena Zaha Hadid: che Panorama intervista su tutto – viaggi, ristoranti, alberghi, abiti – tranne che sul suo lavoro. Il suo rifugio? “Sono sempre in viaggio per lavoro, il mio rifugio è il mio letto […]

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Progettista bulimica, con 950 cantieri all’attivo in ben 44 Paesi”. Non è difficile riconoscere, in questa pur icastica descrizione, l’archistar anglo-irachena Zaha Hadid: che Panorama intervista su tutto – viaggi, ristoranti, alberghi, abiti – tranne che sul suo lavoro. Il suo rifugio? “Sono sempre in viaggio per lavoro, il mio rifugio è il mio letto dove posso esclusivamente rilassarmi e spegnere tutto per un po’. Non devo essere per forza nel mio appartamento di Londra. Per me la casa, il rifugio, è un posto dove sentirsi a proprio agio e stare con gli amici”. Il viaggio che ha cambiato qualcosa in lei? “Da bambina ho fatto un viaggio con la mia famiglia su una piccola barca per visitare alcuni villaggi all’interno delle paludi del sud dell’Iraq e il paesaggio era davvero meraviglioso. C’era questo incredibile flusso tra la sabbia e l’acqua e la fauna selvatica che si estendeva per incorporare gli edifici e le persone. Credo che mi sia rimasto dentro ed è quello che sto cercando di ricreare: catturare quel tipo di soluzione di continuità e di flusso in un contesto urbano per la città contemporanea con i suoi abitanti”. L’eleganza in un oggetto? “La natura. Spesso guardiamo e ci ispiriamo proprio alla natura quando creiamo architetture, alla sua coerenza e alla sua bellezza. Le persone mi chiedono perché non ci sono linee rette e perché non esistono angoli di 90 gradi nel mio lavoro. Semplice! Perché la vita non ha la forma di una griglia. Se si pensa a un paesaggio naturale, non è uniforme e regolare, eppure le persone trovano giovamento dal contatto con questi luoghi, perché è naturale ed estremamente rilassante. Credo che si possa fare lo stesso in architettura”.

Una ripresa economica lenta, timida, ma con «segnali incoraggianti, che cominciano ad arrivare anche da cultura e cinema”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sbarca per la prima volta alla Mostra del Cinema di Venezia, e Il Sole 24 Ore riferisce la sue dichiarazioni: “Abbiamo segnali incoraggianti per la cultura e il cinema italiano. Io amo il cinema tutto, quello classico e quello contemporaneo delle nuove generazioni. Faccio i miei auguri ai quattro film italiani in concorso e anche ai film stranieri”. Il Bahrain investe nella cultura. Milano Finanza invervista a Expo 2015 Shaikha Mai bint Mohammed Al Khalifa, presidente dell’autorità del Bahrain per la Cultura e le Antichità, con le prerogative di ministro: “Abbiamo lanciato il programma Investing in culture, che incoraggia il settore privato a investire nella scena culturale del Bahrain e nelle sue infrastrutture. Il contributo principale è di Sua Maestà il Re Hamad bin Isa Al Khalifa, che è stato tra l’altro lo sponsor principale per il Teatro Nazionale del Bahrain. Questa iniziativa è stata un successo clamoroso e negli ultimi anni abbiamo raccolto l’equivalente di 100 milioni di dollari dal settore privato, tra cui aziende e banche”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.