Lo Strillone: l’iconografia politica secondo Carlo Ginzburg su Il Sole 24 Ore. E poi Cagnaccio di San Pietro, Filatoio di Caraglio, Villa Pliniana a Como

“Se non vi fossero tanti suoi altri studi, come le famose Indagini su Piero (1981), ogni pagina di questo libro lo mostra acutissimo osservatore di immagini, indagate come sintomi di una temperie storica o di una tendenza. Di un problema che richieda, a volerlo intendere, la simultanea convocazione di testi letterari e filosofici, documenti d’archivio, […]

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Se non vi fossero tanti suoi altri studi, come le famose Indagini su Piero (1981), ogni pagina di questo libro lo mostra acutissimo osservatore di immagini, indagate come sintomi di una temperie storica o di una tendenza. Di un problema che richieda, a volerlo intendere, la simultanea convocazione di testi letterari e filosofici, documenti d’archivio, immagini d’ogni sorta”. Il soggetto è Carlo Ginzburg, e chi ne parla in questi termini è Salvatore Settis: che sulla Domenica de Il Sole 24 Ore racconta ampiamente il suo ultimo libro, Paura, reverenza, terrore. Cinque saggi di iconografia politica (Adelphi). “Due movimenti di metodo sono impliciti in questi studi: il primo il ripudio di quelle che Warburg chiamava ‘le guardie confinarie delle cosiddette discipline’, in nome di una ricerca storica orientata sui problemi, e onnivora quanto ai dati e alle fonti. A definire il secondo provvede Io stesso Ginzburg: ‘per capire il presente dobbiamo imparare a guardarlo di sbieco’”.

La Repubblica va a Venezia a Ca’ Pesaro per recensire la mostra di Natale Scarpa Bentivoglio (Desenzano del Garda, Brescia, 1897 – Venezia, 1946), al secolo Cagnaccio di San Pietro: “una ventina di pezzi scelti con oculata perizia”, per un artista che “si guadagna un posto accanto alla tedesca Nuova Oggettività di quegli anni”. La Stampa va invece a Caraglio, dove al Filatoio l’Associazione Culturale Marcovaldo inaugura la mostra “Gli orti del paradiso, gusto e bellezza dal giardino alla tavola. Dal gotico internazionale all’arte contemporanea”. Quotidiano Nazionale è a Como, per riferire che “Poeti e scienziati lasceranno il posto a sceicchi e calciatori, ma anche così il fascino di Villa Pliniana, una delle dimore più antiche e affascinanti del lago di Como, sarà salvo”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.