Lione Updates: Plateau e Fondazione Bullukian, ancora due collettive a latere della Biennale per un percorso da William Kentridge a Yona Friedman

Sono tre le mostre collaterali della Biennale di Lione 2015. Di Anish Kapoor e della collettiva allo Iac vi abbiamo giá dato conto. La terza è al Plateau, lo spazio espositivo nel palazzo della Regione. Qui, Thierry Raspail riprende il tema della mostra principale curando Ce fabuleux monde moderne, che pesca dall’ampio serbatoio della collezione […]

Sono tre le mostre collaterali della Biennale di Lione 2015. Di Anish Kapoor e della collettiva allo Iac vi abbiamo giá dato conto. La terza è al Plateau, lo spazio espositivo nel palazzo della Regione. Qui, Thierry Raspail riprende il tema della mostra principale curando Ce fabuleux monde moderne, che pesca dall’ampio serbatoio della collezione del Mac. Si comincia con un video di William Kentridge e una “foresta” di plastica (da attraversare) di Jesus Rafael Soto; si passa per lo stivale gigante di Paolozzi, un intervento murale di Morellet, i dipinti-collage di Paulo Nimer Pjota, una tela di Ed Ruscha; e si termina con le opere di Marina Abramovic, Laurie Anderson e Daniel Spoerri.
La centralissima Fondation Bullukian, in place Bellecour, fa invece da “quartier generale” del programma collaterale Veduta (una delle due “piattaforme” di iniziative che diffondono la biennale in cittá e nella regione -l’altra è Resonance). Alla fondazione sono esposte opere acquisite dal Mac durante le scorse biennali; grafiche degli artisti dell’edizione 2015 che saranno esposte anche in negozi e appartamenti di Lione; testimonianze delle scorse edizioni di Veduta (come il dipinto di Errò che fu esposto in un appartamento privato, e poi regalato dall’artista alla proprietaria della casa). Nel cortile, infine, due belle installazioni ambientali di Yona Friedman. Ecco le immagini…

Stefano Castelli

 

 

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.