Ecco tutti i vincitori del Praemium Imperiale 2015. Per la pittura la Japan Art Association guarda in casa premiando Tadanori Yokoo. Gli altri sono Wolfgang Laib, Mitsuko Uchida, Dominique Perrault, Sylvie Guillem

  Se la vostra prima reazione alla lettura dei nomi è “Chi?”, non vi preoccupoate: non siete voi ad essere del tutto al di fuori delle dinamiche artistiche. Di che parliamo? Del Praemium Imperiale, uno fra i più importanti premi d’arte esistenti, assegnato in cinque discipline – pittura, scultura, architettura, musica, teatro/cinema – e giunto […]

Un'opera di Tadanori Yokoo

 

Se la vostra prima reazione alla lettura dei nomi è “Chi?”, non vi preoccupoate: non siete voi ad essere del tutto al di fuori delle dinamiche artistiche. Di che parliamo? Del Praemium Imperiale, uno fra i più importanti premi d’arte esistenti, assegnato in cinque discipline – pittura, scultura, architettura, musica, teatro/cinema – e giunto quest’anno alla ventisettesima edizione. Uno dei più ricchi, anche, visto che ciascuno dei cinque vincitori riceverà un premio di 15 milioni di yen (circa 111mila euro), un diploma e una medaglia conferiti dal Patrono onorario della Japan Art Association, il Principe Hitachi, durante la cerimonia di premiazione che si svolgerà a Tokyo il prossimo 21 ottobre.
La sorpresa è data in particolare dal primo nome annunciato dalla lista, quello della sezione pittura: a vincere è infatti il giapponese Tadanori Yokoo, un maestro storico – è nato nel 1936 – che nella carriera ha avuto importanti riconoscimenti ed occasioni espositive in prestigiose istituzioni, ma è oggettivamente un nome poco conosciuto al panorama globale del contemporaneo. Soprattutto se si pensi che a precederlo come vincitori dell’importante premio ci sono personaggi del calibro di Christo e Jeanne-Claude, David Hockney, Willem de Kooning, Robert Rauschenberg, Enrico Castellani. Ci sono poi il tedesco Wolfgang Laib per la scultura, l’inglese Mitsuko Uchida per la musica e i francesi Dominique Perrault e Sylvie Guillem per l’architettura e il teatro/cinema.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.