Dopo Londra e New York, la Rain Room arriva a Shanghai. La Volkswagen importa in Cina l’installazione interattiva di pioggia artificiale, creata dallo studio Random International

Il debutto, nell’ottobre 2012 al Barbican Centre di Londra. Poi è stata la volta del MoMA di New York, nel maggio dell’anno seguente, nell’ambito della mostra EXPO 1: New York, curata da Klaus Biesenbach e Hans Ulrich Obrist. Ora, la Rain Room del collettivo londinese Random International arriva a Shanghai, al YUZ Museum, per iniziativa […]

Rain Room, Random International

Il debutto, nell’ottobre 2012 al Barbican Centre di Londra. Poi è stata la volta del MoMA di New York, nel maggio dell’anno seguente, nell’ambito della mostra EXPO 1: New York, curata da Klaus Biesenbach e Hans Ulrich Obrist. Ora, la Rain Room del collettivo londinese Random International arriva a Shanghai, al YUZ Museum, per iniziativa del Gruppo Volkswagen, dove l’impressionante installazione immersiva sarà visitabile sino al 31 dicembre.
Nei mesi a venire, i visitatori del museo cinese potranno provare la sensazione di attraversare una cortina di pioggia torrenziale senza bagnarsi, come protetti da un ombrello invisibile. Come funziona? Il temporale artificiale risponde con precisione alla presenza dell’uomo e ai suoi movimenti, grazie ad un particolare software, a sensori e videocamere 3D capaci di seguire il percorso dell’utente e aprire varchi nella pioggia al suo passaggio. Un insieme di alta tecnologia e visionarietà creativa per regalare al pubblico l’illusione momentanea di controllare gli elementi naturali.
Ancora una volta, il Gruppo Volkswagen conferma il suo impegno nel promuovere l’arte contemporanea, stringendo partnership con musei di prestigio di tutto il mondo. Dal 2011, ha sviluppato progetti con il MoMA e il MoMA PS1, mentre, dal 2013, ha avviato una collaborazione con la Nationalgalerie di Berlino. Al YUZ Museum di Shanghai, oltre ad aver importato la Rain Room, la filiale cinese del Gruppo Volkswagen supporterà laboratori per artisti.
Nella nostra photogallery, le immagini della spettacolare installazione interattiva…

Marta Pettinau

 

 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.