Crisi rifugiati: “Il governo inglese faccia di più”. Da Anish Kapoor a David Chipperfield, arriva la chiamata all’azione dal mondo della cultura britannico

È una chiamata all’azione, alla responsabilità morale e all’umanità, quella che un gruppo di personalità di spicco inglesi, tra attori, artisti, musicisti, architetti e designer, ha lanciato dalle pagine del quotidiano The Guardian, a proposito dell’emergenza rifugiati. È accaduto l’11 settembre, qualche giorno dopo che il governo britannico ha annunciato che il Paese si farà carico di […]

È una chiamata all’azione, alla responsabilità morale e all’umanità, quella che un gruppo di personalità di spicco inglesi, tra attori, artisti, musicisti, architetti e designer, ha lanciato dalle pagine del quotidiano The Guardian, a proposito dell’emergenza rifugiati.
È accaduto l’11 settembre, qualche giorno dopo che il governo britannico ha annunciato che il Paese si farà carico di 20mila rifugiati siriani nei prossimi 5 anni. Un numero ridicolo – equivalente alla popolazione di un paesello della provincia italiana – rispetto alla fiumana di persone che ogni giorno tentano la fuga verso l’Europa. Ma, dall’altra parte, cosa ci si poteva aspettare dallo stesso governo che l’anno scorso aveva osteggiato il programma Mare Nostrum, sostenendo che le operazioni di soccorso degli immigranti nel Mediterraneo servissero solo a incoraggiare nuove migrazioni?
Noi, come molti dei nostri concittadini  – si legge nella call to action – siamo profondamente scossi dalle scene di sofferenza che arrivano da Kos a Budapest, da Lampedusa a Calais, di famiglie disperate che cercano rifugio sulle sponde dell’Europa. Vogliamo dare il benvenuto ai rifugiati nel nostro Paese.  Gli inglesi stanno facendo sentire la loro voce e sono preparati ad avere un ruolo di punta nell’aiutare le persone a ricostruire le loro vite qui”. Se il primo ministro David Cameron e la sua corte insistono a gestire l’emergenza con il pugno di ferro, il popolo inglese sta dimostrando invece partecipazione e generosità, come conferma un recente sondaggio condotto dalla Charities Aid Foundation, secondo il quale il 31% degli inglesi ha aiutato i richiedenti asilo con versamenti di denaro ad associazioni umanitarie, donazioni di cibo, vestiti e altri beni di prima necessità, o ha dichiarato di essere disposto ad offrire loro ospitalità.
Crediamo che il governo britannico possa fare di meglio, e debba fare di più […] Incoraggiamo le autorità a rendersi conto dell’urgenza della crisi corrente e a lavorare con le controparti europee, offrendo immediato aiuto umanitario e accordando soluzioni a lungo termine per l’insediamento dei rifugiati”. Chi non le manda a dire è Anish Kapoor, assieme al regista Joe Wright, alla musicista Anoushka Shankar, all’editore Jamie Byng e all’artista di origini sudafricane Adam Broomberg.
Tra gli altri firmatari, Antony GormleyDavid ChipperfieldJude LawDouglas GordonMona HatoumThomas HeatherwickEmma Thompson, Tacita Dean e Vivienne Westwood.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.
  • Angelov

    Sono felice di vivere in un periodo storico dove tutti sono dalla parte del giusto, e chi pensa controcorrente è definitivamente bandito dalla società…il massimo dello scorrimento con il minimo di resistenza; e non è ancora niente: ad una eventuale inversione di rotta…tutti insieme appassionatamente.