Ancora fermento nel panorama museale di New York. David Adjaye presenta il suo progetto per il nuovo Studio Museum di Harlem

Costerà 122 milioni di dollari e sarà progettata da David Adjaye, architetto nato in Tanzania e naturalizzato britannico, la nuova sede dello Studio Museum di Harlem, il punto di riferimento, da quasi un cinquantennio, dell’arte afroamericana contemporanea a New York. Fondato nel 1968 e inizialmente ospitato in un loft in affitto sulla Fifth Avenue, lo […]

Il nuovo Studio Museum di Harlem di David Adjaye

Costerà 122 milioni di dollari e sarà progettata da David Adjaye, architetto nato in Tanzania e naturalizzato britannico, la nuova sede dello Studio Museum di Harlem, il punto di riferimento, da quasi un cinquantennio, dell’arte afroamericana contemporanea a New York. Fondato nel 1968 e inizialmente ospitato in un loft in affitto sulla Fifth Avenue, lo Studio Museum a partire dagli anni Ottanta ha occupato porzioni sempre più generose di un edificio commerciale risalente agli inizi del XX secolo, ristrutturato dall’architetto afro-americano J. Max Bond Jr.; nel 2001, Rogers Marvel Architects ne ha ridefinito alcuni spazi, tra cui l’area di accesso e l’auditorium. Ma comunque lo stabile abbisognava, onestamente, di qualche intervento che ne svecchiasse le fattezze.
I tempi sembrano finalmente maturi per un investimento di maggiore entità, al quale la stessa municipalità di New York intende partecipare con uno stanziamento di 25 milioni di dollari; non a caso il sindaco Bill de Blasio, nel confermare il ruolo di pilastro di questo museo per la comunità locale, ne ha ribadito la centralità culturale e il contributo nell’amplificare la voce degli artisti di origine africana. I lavori, il cui avvio è fissato per il 2017 con termine nel 2019, oltre al raddoppio degli spazi espositivi rispetto allo stato attuale, porteranno alla nascita di un edificio museale inteso come un “salotto” per visitatori e residenti. Sviluppato su cinque livelli, si caratterizzata per le ampie porzioni in vetro ricavate in una facciata, marcatamente volumetrica, composta da blocchi irregolari, in merito alla quale Adjaye, all’opera negli Stati Uniti anche con lo Smithsonian’s National Museum of African American History and Culture di Washingston, ha dichiarato di essersi ispirato a “the brownstones, churches and bustling sidewalks of Harlem”.
Al progetto che prevede inoltre una terrazza panoramica, un’area per le residenze degli artisti, un archivio, gallerie e spazi multi-funzionali, sta lavorando anche lo studio Cooper Robertson, realtà di casa a New York con l’attivo numerose realizzazioni proprio ad Harlem e in ambito espositivo, come il nuovo Whitney Museum of American Art con Renzo Piano Building Workshop.

– Valentina Silvestrini

http://www.adjaye.com/
http://www.studiomuseum.org/

 

 

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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​