Alla Reggia di Venaria pochi i capolavori di Raffaello, ma buoni. Il pezzo forte? Gli arazzi tratti dai suoi cartoni, per gli affreschi della Cappella Sistina: ecco le immagini

“Il fulcro della mostra è costituito da un nucleo di celebri capolavori di Raffaello” si legge nel comunicato stampa che presenta la grande mostra Raffaello Il Sole delle Arti, appena inaugurata alla Reggia di Venaria (fino al 24 gennaio). Ed è proprio così, perché le opere vere e proprie dell’artista urbinate si possono contare sulle dita […]

Il fulcro della mostra è costituito da un nucleo di celebri capolavori di Raffaello” si legge nel comunicato stampa che presenta la grande mostra Raffaello Il Sole delle Arti, appena inaugurata alla Reggia di Venaria (fino al 24 gennaio). Ed è proprio così, perché le opere vere e proprie dell’artista urbinate si possono contare sulle dita di una mano (o anche due). Ma sono quelle che lasciano il segno: come La Muta della Galleria Nazionale delle Marche di Urbino e la Visione di Ezechiele dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti di Firenze. Per il resto, la mostra vuole documentare gli anni della sua formazione con una scelta di opere dei maestri che hanno avuto un ruolo fondamentale: il padre Giovanni Santi, il Perugino, il Pinturicchio e Luca Signorelli.
Con un’attenzione particolare per le “arti applicate”, che tradussero nelle rispettive tecniche suoi cartoni e disegni. Pezzo forte di questa sezione, gli immensi arazzi (restaurati da poco dal Centro per il Restauro di Venaria). Tutti con lo stesso soggetto della Pesca miracolosa, realizzati a Bruxelles nel 1520 dalla Manifattura di Pieter Van Aelst, ma tratti dai cartoni di Raffaello per gli affreschi della Cappella Sistina, oggi parte del Tesoro della Santa Casa di Loreto. L’allestimento qui non può non essere scenografico e riscatta le precedenti sale, dove impera il buio, perpetuando una messa in scena che ormai va per la maggiore (Mario Bellini docet). Ecco la nostra fotogallery dell’inaugurazione…

Claudia Giraud

http://www.lavenaria.it/

 

 

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).