Una nuova stella nel firmamento musicale. Il venticinquenne italo-svizzero Lorenzo Viotti vince il concorso per giovani direttori d’orchestra del Festival di Salisburgo

Il premio comporta un riconoscimento in denaro (15mila euro), ma soprattutto apre le porte ad una brillante carriera, come dimostrato dai successi che stanno ottenendo i vincitori delle precedenti edizioni: Maxime Pascal (2014), Ben Guernon (2013), Mirga Grazinyte (2012), Ainars Rubiki (2011), e David Afkham (2010), il quale ha già diretto frequentemente l’orchestra sinfonica dell’Accademia […]

Lorenzo Viotti

Il premio comporta un riconoscimento in denaro (15mila euro), ma soprattutto apre le porte ad una brillante carriera, come dimostrato dai successi che stanno ottenendo i vincitori delle precedenti edizioni: Maxime Pascal (2014), Ben Guernon (2013), Mirga Grazinyte (2012), Ainars Rubiki (2011), e David Afkham (2010), il quale ha già diretto frequentemente l’orchestra sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Parliamo del concorso annuale per giovani direttori d’orchestra, organizzato dal Festival di Salisburgo e sponsorizzato dalla Nestlé: che quest’anno vede qualche tinta tricolore sul primo posto del podio.
La giuria internazionale, presieduta da Dennis Russell Davies, ha infatti premiato il venticinquenne Lorenzo Viotti, di nazionalità svizzera ma di chiare origini Italiane (per parte di padre). Cresciuto a Losanna in una famiglia di musicisti, Viotti ha studiato prima a Lione, e successivamente a Vienna. Ha diretto varie orchestre austriache e tedesche, ma il suo primo grande successo è stato a Nizza, di cui dirige regolarmente la Filarmonica. È stato invitato a dirigere complessi sinfonici come l’orchestra della BBC e la Tokyo Simphony Orchestra, mentre in Italia ha diretto alla Fenice; è già stato scritturato per un concerto alla Felsereineitschule al festival di Salisburgo 2016.

Giuseppe Pennisi

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.