Tre artisti, una settimana nel mare di Lerici. Ecco le immagini del progetto RUN/Spazio per artisti di passaggio: protagonisti Sabine Delafon, Danilo Vuolo e Virginia Zanetti

Un viaggio metaforico. Simbolico e identitario. Che combina assieme suggestioni letterarie, metabolismo creativo dei protagonisti e connessioni all’ambiente dove si dipana. Che è quello di Lerici, splendida perla marittima della Liguria di Levante, che da qualche anno riempie il proprio agosto con un’originale e strutturato progetto artistico. Si chiama RUN/Spazio per artisti di passaggio, e […]

Sabine Delafon, Danilo Vuolo e Virginia Zanetti, Kafir, Lerici

Un viaggio metaforico. Simbolico e identitario. Che combina assieme suggestioni letterarie, metabolismo creativo dei protagonisti e connessioni all’ambiente dove si dipana. Che è quello di Lerici, splendida perla marittima della Liguria di Levante, che da qualche anno riempie il proprio agosto con un’originale e strutturato progetto artistico. Si chiama RUN/Spazio per artisti di passaggio, e nasce da un’idea di Jaya Cozzani, giovane artista nata a Mumbay nel 1982, lericina di adozione: che in un piccolo spazio nella centralissima piazza Garibaldi invita per una settimana gruppetti di 2 o 3 artisti chiedendo loro di creare un’opera unica condivisa.
Quest’anno la quarta edizione – fra il 17 e il 23 agosto – vedeva di scena al primo step Sabine Delafon, Danilo Vuolo e Virginia Zanetti: sono loro i protagonisti del “viaggio” cui si accenna in apertura, dove “ognuno ha influenzato l’altro attraverso la propria storia con la propria sensibilità e volontà, esponendosi ad infinite possibilità di incontro e scontro”. Lo spunto per arrivare a un’opera condivisa tra i tre artisti che non si conoscevano tra loro – titolo Kafir – è giunto dai libri che ciascuno di loro portava con sé, aperti a caso per individuare parole e concetti capaci di unire le diverse sensibilità. Su questo si sono innestate le suggestioni ambientali, le liturgie del mare e della pesca, e lo spazio si è trasformato in un “faro” capace di fare da fulcro anche per il pubblico coinvolto nel progetto.
Oggetti iconici trasformati in strumenti relazionali, per un’azione nella quale la dimensione performativa si è presto sublimata in opera pubblica con il coinvolgimento della popolazione e delle geografie fisiche e mentali. Un filo emozianale, da seguire anche grazie alle immagini della gallery…

www.runspazioperartistidipassaggio.blogspot.it

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.