Torna il festival L’importanza di essere piccoli sull’Appenino tosco-emiliano. Poesia e musica assieme per un elogio alla lentezza e alla marginalità

La poesia è una lettura lenta, ha bisogno dei suoi tempi, delle sue pause, di un pubblico concentrato. Lo sa bene il festival L’importanza di essere piccoli che, dal 2011, si differenzia dalle kermesse culturali mainstream e dalle loro sfiancanti  – per il pubblico in primis – programmazioni, proponendosi come una rassegna minuta di poesia […]

Cristina Donà

La poesia è una lettura lenta, ha bisogno dei suoi tempi, delle sue pause, di un pubblico concentrato. Lo sa bene il festival L’importanza di essere piccoli che, dal 2011, si differenzia dalle kermesse culturali mainstream e dalle loro sfiancanti  – per il pubblico in primis – programmazioni, proponendosi come una rassegna minuta di poesia e musica nella tranquillità delle valli, delle pievi, dei castelli e dei borghi dell’Appennino tosco-emiliano.
Dal 3 al 6 agosto, il festival ritorna per la sua quinta edizione. La novità di quest’anno è il gemellaggio e la condivisione di intenti, poetiche e modi con due storici festival, altrettanto piccoli e periferici: l’XI edizione del Cabudanne de Sos Poetas, festival di poesia che si svolge a  Seneghe, in Sardegna, nell’oristanese, e la XXII edizione della rassegna Stazione di Topolò/Postaja Topolove, nella provincia di Udine, al confine con la Slovenia.
Quest’anno, letture, incontri e live acustici sono affidati a neanche una decina di nomi, tra musicisti, poeti e cantautori. All’elogio alla lentezza, alla marginalità e all’essere piccoli, partecipano Cristina Donà, Elisa Biagini, Diodato, Emilio Rentocchini, Francesco Di Bella, Guido Catalano, Dellera, Andrea Longega e Annalisa Teodorani.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.