Ogni dove, ma A Cielo Aperto. L’opera permanente di Bianco-Valente accende l’estate creativa di Latronico, in Basilicata, animata anche da Fabrizio Bellomo: ecco le immagini

Il progetto raggiunge quest’anno la soglia dell’ottava edizione, ed in questi anni è riuscito a ritagliarsi un deciso spazio di visibilità associata alla qualità delle proposte nel panorama geo-artistico estivo italiano. Di che si parla? Di A Cielo Aperto, progetto di arte pubblica promosso dall’Associazione Culturale Vincenzo De Luca a Latronico, paesino a novecento metri […]

Bianco-Valente, Ogni dove, 2015, Opera permanente, Latronico

Il progetto raggiunge quest’anno la soglia dell’ottava edizione, ed in questi anni è riuscito a ritagliarsi un deciso spazio di visibilità associata alla qualità delle proposte nel panorama geo-artistico estivo italiano. Di che si parla? Di A Cielo Aperto, progetto di arte pubblica promosso dall’Associazione Culturale Vincenzo De Luca a Latronico, paesino a novecento metri sull’appennino lucano, provincia di Potenza. Con il sostegno di curatori speciali come Pasquale Campanella e Bianco-Valente, il duo artistico napoletano che proprio a Latronico – paese natale di Giovanna Bianco – stabilisce in estate il proprio avamposto.
Quest’anno Bianco-Valente si inseriscono nel progetto anche nel ruolo – per loro abituale – di autori: presentando Ogni dove, un omaggio a Latronico nato “da una riflessione sul fenomeno dell’emigrazione che nel tempo ha spinto gran parte della comunità ad allontanarsi dal proprio luogo di origine. Vuole anche testimoniare l’universalità di questo flusso inarrestabile che vede molte persone varcare i confini alla ricerca di nuove prospettive di vita”.
L’opera prende in prestito il titolo di una canzone del musicista Andrea Gabriele, recentemente scomparso e che gli artisti vogliono così ricordare, assieme all’amico Mario Masullo, anch’egli collaboratore del duo e scomparso prematuramente. A cielo aperto ha offerto poi quest’anno il palcoscenico per un incontro con l’artista/regista Fabrizio Bellomo, con la proiezione di L’Albero di Trasmissione, film d’esordio del poliedrico artista, curatore e filmmaker, “insolito e avvincente ritratto di famiglia, tutto al maschile”. Nella fotogallery, immagini dell’opera di Bianco-Valente e dell’incontro con Bellomo…

www.associazionevincenzodeluca.com

 

 

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.