National Gallery tatcheriana. Gli agenti della sicurezza scioperano? E il museo londinese affida i servizi a una società esterna: basta trattare all’infinito

Molti la ricordano come il politico che ha affossato i diritti e lo stato sociale nel Regno unito, molti altri come colei che ha risollevato le sorti dell’economia britannica, anche a costo di decisioni impopolari. Di certo c’è che la figura di Margareth Tatcher, ed i suoi estenuanti braccio di ferro con i sindacati, sono […]

National Gallery, Londra
National Gallery, Londra

Molti la ricordano come il politico che ha affossato i diritti e lo stato sociale nel Regno unito, molti altri come colei che ha risollevato le sorti dell’economia britannica, anche a costo di decisioni impopolari. Di certo c’è che la figura di Margareth Tatcher, ed i suoi estenuanti braccio di ferro con i sindacati, sono ancora ben presenti al di là della Manica. Sicuramente lo sono ai piani alti della National Gallery di Londra: che in puro stile tatcheriano pare aver scelto di affrontare gli interminabili scioperi – passati e futuri, già annunciati – dei lavoratori della sicurezza al museo.
Voi minacciate di bloccare le attività – già 52 giorni di sciopero nel 2015 – per le modifiche al contratto? E noi esternalizziamo il servizio. Il museo ha dunque ingaggiato una società di sicurezza privata per surrogare gli agenti interni in sciopero per tutto il mese di agosto. A questi ultimi verrà offerta la possibilità di essere integrati nell’organico della società di sicurezza privata Securitas, che ha stipulato con la National Gallery un megacontratto da 62 milioni di dollari. Temi da tener presenti anche da parte dei nostri musei, il nostro ministero e, soprattutto, i nostri nuovi direttori delle strutture museali “indipendenti” che il ministro sta per ufficializzare.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.