La Fondazione Bevilacqua La Masa cerca (gratis?) un nuovo Presidente. Il Comune di Venezia sta raccogliendo le candidature. Ecco il bando

La carica di Presidente della Fondazione Bevilacqua la Masa è di nuovo sulla piazza dopo un bel po’ d’anni. La precedente presidenza di Angela Vettese era stata lunga (dal 2002 al 2013), ed era terminata solo in seguito alla sua nomina alla guida dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Venezia (conclusasi dopo […]

Angela Vettese
Angela Vettese

La carica di Presidente della Fondazione Bevilacqua la Masa è di nuovo sulla piazza dopo un bel po’ d’anni. La precedente presidenza di Angela Vettese era stata lunga (dal 2002 al 2013), ed era terminata solo in seguito alla sua nomina alla guida dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Venezia (conclusasi dopo appena un anno per lo scioglimento della giunta del sindaco Giorgio Orsoni, a causa dell’indagine sui finanziamenti al MOSE). Così, da allora, la presidenza della Fondazione (che è istituzione di natura comunale) è stata affidata pro tempore a Giancarlo Borile, membro del Cda della Bevilacqua, in attesa di una nuova nomina.
A farla sarà il nuovo sindaco di Venezia Luigi Brugnaro (con deleghe anche alla Cultura) che, tra le candidature raccolte dal bando di concorso, sceglierà la più meritevole “tra le personalità di chiara fama nel campo delle Belle arti”, come si legge nel Regolamento dell’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa. Particolarità? Nel bando non c’è compenso indicato, e secondo alcune fonti cittadine potrebbe essere pari a zero. Le domande, complete di curriculum vitae e indirizzate alla Direzione Generale del Comune di Venezia, devono essere presentate entro le ore 12 di lunedì 14 settembre 2015 presso: Ufficio Protocollo Venezia a Ca’ Farsetti – S. Marco, 4136 dal lunedì al venerdì ore 9-13; Ufficio Protocollo Mestre in Via Ca’ Rossa, 10/C dal lunedì al venerdì ore 9-13 o presso gli sportelli di protocollo generale decentrati Isole e Terraferma.

– Claudia Giraud

Per scaricare il bando: http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/84519

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).
  • >>>kos.scarpa.kos

    >>>l’arrogante strapotere di Vettese (e della lobby di artisti che l’hanno sostenuta ricevendone in cambio la promozione del proprio lavoro) alla Bevilacqua non è terminato con la sua carica di presidente, ha continuato ad usare la Bevilacqua come la sua galleria privata anche dopo, vedi la mostra di Doig curata da lei.
    Dire “scandalo Mose” non spiega le tensioni attuali se non viene spiegato che, come afferma Baita ex manager della Mantovani:

    “alimentavano soltanto una macchina di potere. Con un sacco di soldi a disposizione. Così si distribuivano soldi a tutti, mostre da
    sponsorizzare, libri, consulenze, viaggi, ospitalità. Cento milioni
    di euro l’anno da distribuire».

    E il mondo dell’arte (grandi mostre, restauri, fondazioni) non risulta
    estraneo ai grandi giochi, anzi, ne è diventato un segmento centrale sottoposto a spinte lobbistiche fortissime.