Gli Uffizi 2 a Livorno? Si può fare, come mostra a lungo termine. Prime uscite del neodirettore Eike Schmitd: ma intanto parte una petizione per il ritorno di Antonio Natali

“Penso che a Livorno si possa replicare l’operazione che ha portato alla creazione del Louvre Lens, con una sorta di Ambasciata degli Uffizi”. Non ha perso tempo, il sindaco grillino di Livorno, Filippo Nogarin, per lanciare la sua proposta bomba: neanche il tempo per il neodirettore degli Uffizi Eike Schmitd di guardarsi intorno, di preparare […]

Eike Schmidt
Eike Schmidt

Penso che a Livorno si possa replicare l’operazione che ha portato alla creazione del Louvre Lens, con una sorta di Ambasciata degli Uffizi”. Non ha perso tempo, il sindaco grillino di Livorno, Filippo Nogarin, per lanciare la sua proposta bomba: neanche il tempo per il neodirettore degli Uffizi Eike Schmitd di guardarsi intorno, di preparare il proprio insediamento che comunque avverrà tra fine settembre e gli inizi di ottobre, e gli ha recapitato a mezzo stampa la sua offerta. “Considerando anche il legame storico tra le due città, penso che si possa realizzare anche da noi quello che in Francia si è fatto con il Louvre Lens”.
E oggi, sempre via Corriere della Sera, arriva l’immediata risposta dello storico dell’arte manager tedesco: “Si può fare, non come succursale della Galleria, ma come mostra a lungo termine, plasmata da specificità culturali della città”. Che non perde occasione per tributare un omaggio al suo predecessore: “In linea dl massima, sarebbe mia intenzione continuare l’eccellente serie ‘i mai visti’ creata dall’attuale direttore Antonio Natali, esponendo, in mostre sul territorio, opere provenienti dal depositi”. Bocciato invece il parallelismo con analoghe esperienze di succursali di grandi musei storici: “ho visto gli esiti sostanzialmente deludenti del vari esperimenti di musei succursali, come quello di Lens”.
Intanto però non accennano a placarsi le critiche alle scelte di Franceschini, e sul web imperversano i sostenitori di Natali: Jacopo Scarpa, antiquario di Venezia, ha lanciato una petizione sulla piattaforma change.org intitolata proprio “Chiediamo il ritorno di Antonio Natali agli Uffizi”, che finora ha raccolto una sessantina di sostenitori. Tra i quali, assicura Scarpa, ci sarebbero – anche se chiedono di restare anonimi – diversi direttori di musei, tra cui quello del Kunsthistorisches di Vienna.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Sandro Petri

    Ma della decisione del neo-direttore di concludere definitivamente l’esperienza de “I mai visti” e chiudere lo spazio espositivo delle Reali Poste per convertirlo in un ristorante ne vogliamo parlare?