Da una fiera chiusa a New York, ne nascono due a Miami Beach. Matthew Eck e Brian Whiteley, ex soci in Select Fair, lanciano le nuove rassegne X Contemporary e Satellite

Non si può certo dire che le ragioni della chiusura a New York della Select Art Fair risiedano nell’insuccesso: forse qualche problema organizzativo c’è stato, nell’ultima edizione, ma le lamentele dei visitatori si sono soprattutto incentrate sulle code interminabili per accedere alla vip preview a Chelsea. Alla base della crisi pare dunque che ci siano […]

Miami Beach
Miami Beach

Non si può certo dire che le ragioni della chiusura a New York della Select Art Fair risiedano nell’insuccesso: forse qualche problema organizzativo c’è stato, nell’ultima edizione, ma le lamentele dei visitatori si sono soprattutto incentrate sulle code interminabili per accedere alla vip preview a Chelsea. Alla base della crisi pare dunque che ci siano le incomprensioni fra i due soci promotori della rassegna, Brian Whiteley e Matthew Eck. E allora che fanno, i due intraprendenti producer? Per niente intimoriti dalla battuta d’arresto, si mettono in proprio e lanciano ognuno la propria fiera: ma non più nella Grande Mela, bensì – chi ci vuol vedere un trend, si accomodi – a Miami Beach, con debutto nel giorni sempre più caldi di Art Basel.
Il primo a muoversi, la scorsa settimana, è stato Whiteley, che con grande autoironia ha chiamato la sua rassegna Satellite: approccio non troppo diverso da Select, con grande attenzione a opere interattive e performance, la fiera non sarà limitata a una sede, ma sarà invece distribuita su quattro spazi attualmente liberi a North Beach. Una ex farmacia, una vecchia steakhouse, un albergo in stile Art Déco da 40 stanze e un anfiteatro. Pochi giorni, ed ecco l’annuncio di Matthew Eck: la sua fiera si chiamerà X Contemporary, e sarà piazzata dentro un tendone a midtown. Poche ancora le informazioni: sta lavorando ad un board composto da galleristi e consulenti indipendenti, e conta di attirare alla prima edizione una cinquantina di espositori. Con un crossover tra arti visive e performing arts, aperto anche a musica e moda.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.