Cindy Sherman interpreta Maria Callas per il nuovo video di Francesco Vezzoli. Il debutto il 15 settembre ad Atene, nell’Odeon di Erode Attico

“Di tutti gli artisti del dopoguerra, è quello che ha esplorato l’identità umana in tutte le sue sfaccettature nel modo più profondo“. Queste parole Francesco Vezzoli riserva a Cindy Sherman: e non sono parole di circostanza, l’omaggio di un artista a una grande ed incontestabilmente talentuosa, innovativa e visionaria collega. La novità è che l’artista […]

Cindy Sherman nei panni di Maria Callas (foto Phaidon)

Di tutti gli artisti del dopoguerra, è quello che ha esplorato l’identità umana in tutte le sue sfaccettature nel modo più profondo“. Queste parole Francesco Vezzoli riserva a Cindy Sherman: e non sono parole di circostanza, l’omaggio di un artista a una grande ed incontestabilmente talentuosa, innovativa e visionaria collega. La novità è che l’artista italiano avrà l’onore di avere la Sherman nientemeno che come interprete della sua prossima opera: un video nel quale lei interpreterà il ruolo di Maria Callas, girato in realtà già nel maggio scorso al Théâtre des Variétés Parigi. Indossando per il suo ruolo alcuni dei costumi originali della Callas, presi in prestito dagli Archivi del Costume Tirelli di Roma.
Il video sarà parte dell’opera Prima Donna, un film drammatico del cantautore canadese Rufus Wainwright dedicato agli ultimi anni di vita di un celebre soprano, un “Symphonic Visual Concert” – così viene definito – che andrà in scena il 15 settembre nell’Odeon di Erode Attico, nell’ambito dell’Athens Festival, in Grecia. “Quello che mi ha fatto venire voglia di accettare questa sfida è descrivere la paura che la protagonista sta attraversando. Di essere ormai vecchia”, ha detto Cindy Sherman a Vanity Fair. “Riuscirà a essere ancora all’altezza delle aspettative del suo pubblico?“. Una parte tutta da studiare, per una maestra del travestimento come lei…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • luca rossi

    La sherman concetti davvero profondi e innovativi…forse è mancata una critica militante per smascherarla (è il caso di dirlo)

    • Massimiliano Renzi

      Dai mò EM smettila. xxx

  • andrea

    certo che vezzoli è alla frutta