Borromini nella luce della Danimarca. Ecco le immagini dell’Orangerie barocca creata dagli architetti Lenschow & Pihlmann + Mikael Stenström nei giardini della galleria d’arte Gl Holtegaard

Negli oscuri giorni di agosto, Francesco Borromini non immaginò che il suo genio avrebbe affascinato tutto il mondo. Oggi osserverebbe, stupito, la leggerezza delle sue isometrie, traslate nella lontana terra del principe Amleto. Forse sarebbe attratto dall’aria quieta e disinvolta di Kim Lenschow Andersen e Søren Thirup Pihlmann – Lenschow & Pihlmann – nel video in […]

Negli oscuri giorni di agosto, Francesco Borromini non immaginò che il suo genio avrebbe affascinato tutto il mondo. Oggi osserverebbe, stupito, la leggerezza delle sue isometrie, traslate nella lontana terra del principe Amleto. Forse sarebbe attratto dall’aria quieta e disinvolta di Kim Lenschow Andersen e Søren Thirup Pihlmann – Lenschow & Pihlmann – nel video in cui mostrano, con i suoni gentili della lingua nordica, il concept e la realizzazione del progetto Orangeri, padiglione temporaneo ideato insieme a Mikael Stenström. Siamo nei giardini della galleria d’arte Gl Holtegaard, ad Holte, sobborgo a nord di Copenhagen, Danimarca, che ospiterà nell’arco di tre anni (2015 – 2017), oltre alla Orangeri, altri due padiglioni: Menageri (2016) e Sceneri (2017).
Una struttura effimera, bianca, cela, sotto volumi netti ed essenziali, come ghiaccio sbozzato, un articolato telaio di alluminio, agile e armonioso, omaggio alla meravigliosa Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, il simbolo colto del Barocco. La candida pellicola in polimeri plastici, materiale povero, ma resistente, avviluppa accuratamente il ritmo delle generatrici borrominiane, e il padiglione appare, così, bizzarramente simile a un grande dono spedito, via mare, dall’Italia. Intatto, all’interno dell’imballaggio aderente, si apre, infine, al pubblico, il giardino d’inverno per gli agrumi che di notte s’illumina, tracciando filigrane di foglie e rami tra gli echi spaziali della struttura. Un insieme di piante sospese e alluminio che riesce a trasformarsi, quindi, in una presenza evanescente, sia nel riflesso opaco del sole nordeuropeo che nella trasparenza della sera, pur custodendo gl’impegnativi e preziosi segreti geometrici dei capolavori barocchi. Lo vediamo nella fotogallery…

– Paola Ruotolo

 

 

CONDIVIDI
Paola Ruotolo
Architetto e autrice, studia le relazioni fra natura, progettazione e nuove tecnologie informatiche. Cofondatrice del nITro-new Information Technology research office (Roma, 2004-2011), laboratorio sperimentale di ricerca, diretto dal prof. Antonino Saggio, ha sviluppato competenze nel campo dell’interattività e dell’arte multimediale. Ha conseguito il Master Europeo in Storia dell’Architettura (Università Roma Tre, 2002) ed ha svolto attività di ricerca presso l’Accademia Nazionale di San Luca (Roma, 2004-2007). Dal 1999 al 2014, ha collaborato al programma di catalogazione dei Beni Culturali Ecclesiastici, promosso dalla CEI-Conferenza Episcopale Italiana. Socio fondatore dell'OSA-Officina di Storia dell'Architettura, ne ha diretto la redazione web (Roma, 2004-2009) ed è stata corrispondente dall’Italia dell’EAHN-European Architectural History Network (Delft, Olanda, 2008-2011). Ha diretto la sezione Architettura e Design dell’European Art Magazine (Roma 2003-2004), pubblicato papers, saggi ed articoli sull’architettura contemporanea. E’curatrice, in collaborazione, del volume Arie Italiane ed, in qualità di relatrice, ha partecipato a diversi convegni internazionali. Architect and authoress, explores the relationship between nature, design and computer science, and studies the changes in art and architecture due to new technologies. She cofounded nITro (2004-2011), a lab for experimental research in design related to Information Technology, headed by prof. Antonino Saggio. She holds an European Master in History of Architecture (Roma Tre University, 2002) and has carried out research activities at Accademia Nazionale di San Luca (2004-2007). Since 1999 she has been cooperating with Italian Episcopal Conference for the cataloging of Ecclesiastical Cultural Heritage. She published books, papers and articles and produced several communications in both national and international conferences.