1300 euro per entrare a Dismaland, il surreale parco a tema creato da Banksy in Inghilterra. Che riaccende anche il conflitto israelo-palestinese…

L’avreste mai detto che un evento legato alle arti visive potesse arrivare a scatenare una corsa al biglietto d’ingresso, con tanto di bagarinaggio online? Il “miracolo” si deve a Dismaland, il bizzarro e surreale parco degli orrori creato a Weston-super-Mare, cittadina costiera del sud-ovest dell’Inghilterra, da Banksy, il popolare quanto misterioso streetartista di Bristol. Una […]

L’avreste mai detto che un evento legato alle arti visive potesse arrivare a scatenare una corsa al biglietto d’ingresso, con tanto di bagarinaggio online? Il “miracolo” si deve a Dismaland, il bizzarro e surreale parco degli orrori creato a Weston-super-Mare, cittadina costiera del sud-ovest dell’Inghilterra, da Banksy, il popolare quanto misterioso streetartista di Bristol. Una versione satirica di Disneyland, con il castello di Cenerentola che si presenta come un rudere circondato da un acquitrino melmoso, un veicolo blindato antisommossa come scivolo per bambini, un autoscontro guidato dalla Morte con tanto di falce.
Il successo è stato clamoroso fin da subito, tanto che i biglietti di ingresso – il parco è aperto fino al 25 settembre – sono andati presto a ruba: ma pochi avrebbero ipotizzato che un ticket sarebbe stato messo in vendita su eBay per mille sterline (1.360 euro). Secondo un portavoce di Banksy, il solo sito web di Dismaland ha ricevuto più di sei milioni di visitatori in uno dei giorni scorsi.
Intanto il parco è stato teatro di un episodio che per qualche momento ha rinverdito oltremanica l’annoso conflitto israelo-palestinese. Proprio l’artista palestinese Shadi Alzaqzouq, uno dei 58 creativi invitati da Banksy a esporre dentro Dismaland (fra di loro ci sono star come Damien Hirst e Jenny Holzer), ha attuato una plateale protesta contro la scelta di ospitare anche tre artisti israeliani. Entrato con un lenzuolo su cui aveva scritto “R.I.P Gaza: Boycott Israel”, lo ha usato per coprire le proprie opere in mostra, prima di essere allontanato dagli addetti alla sicurezza.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • LuCiFeR

    Sicuramente un altro colpo di genio di Banksy ; costi del biglietto o meno, ha realizzato un parco anti-Disneyano, quasi la versione moderna e alquanto vera, per certi aspetti, della società contemporanea in cui viviamo.
    Bambini ammessi?
    Beh, oggi i bambini forse non credono neppure più alle favole, allo zucchero o alla scarpetta dimenticata sopra dei gradini e, se ci credono ancora, è giusto un attimo prima di impossessarsi di uno smartphone o un tablet per scoprire che le favole esistono, ma a Disneyland per l’appunto.
    A Dismaland vengono catapultati quasi su un set cinematografico vicino alla realtà, inviati in un mondo ostile e quasi apocalittico dei film che piacciono proprio a loro, la futura generazione di disillusi e cinici bambini di domani.

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