Le prime anticipazioni da ArtVerona 2015. La Raw Zone punta sulla ricerca con 12 gallerie, tante giovani promesse italiane e due artiste dalla Biennale di Venezia

Dal 2013, ad ArtVerona c’è un’area dove gli stand sono ridotti all’osso per dare spazio alla ricerca nuda e cruda. Senza fronzoli. È la Raw Zone che, dal 16 al 19 ottobre, per la terza edizione, accoglierà due gallerie in più rispetto al 2014. Forte dei risultati soddisfacenti dello scorso anno, tra un incremento del […]

Dal 2013, ad ArtVerona c’è un’area dove gli stand sono ridotti all’osso per dare spazio alla ricerca nuda e cruda. Senza fronzoli. È la Raw Zone che, dal 16 al 19 ottobre, per la terza edizione, accoglierà due gallerie in più rispetto al 2014. Forte dei risultati soddisfacenti dello scorso anno, tra un incremento del 21% degli espositori e un 30% in più di collezionisti, ArtVerona cresce: nella Raw Zone sono infatti 12 le realtà, italiane e internazionali, ad essere state selezionate per raccontare, al pubblico e ai collezionisti, chi e cosa si sperimenta fuori dal circuito delle gallerie affermate. Andrea Bruciati, direttore artistico della manifestazione, spiega: “Con questa sezione si intende radicalizzare l’obiettivo primario di ArtVerona|Art Project Fair volto alla sperimentazione tout-court, attraverso progetti monografici espressamente realizzati e con un’attenzione verso realtà italiane dinamiche anche al di fuori dei confini nazionali.”
La Raw Zone è la prima sezione della fiera di cui già ora si conoscono le gallerie partecipanti: del contesto italiano, riconfermate Cart Contemporary Art, Monza; Doppelgaenger, Bari; Galleria Fuoricampo, Siena; RizzutoGallery, Palermo; Van Der Contemporary Art Gallery, Torino e Villa Contemporanea, Monza. A queste realtà si aggiungono amt project, Bratislava; Analix Forever, Ginevra; AplusB, Brescia; Galleria Arrivada, Milano; Traffic Gallery, Bergamo; Z2o Gallery – Sara Zanin, Roma.
La qualità della imminente edizione di ArtVerona e della Raw Zone si legge anche nei nomi degli artisti coinvolti, a partire da Petra Feriancova (Bratislava, 1977) e Joanna Malinowska (Gdynia, 1972), reduci rispettivamente dal Padiglione Repubblica Ceca e da quello polacco, alla Biennale di Venezia in corso. In lista, ci sono anche tanti giovani promesse italiane. Qualche nome? Jacopo Candotti (Bolzano, 1982); Mirko Canesi (Milano, 1981); Anna Gramaccia (Perugia, 1980); Francesca Longhini (Brescia, 1985); Davide Mancini Zanchi (Urbino, 1986); Vittorio Mortarotti & Anush Hamezhian (Savigliano, Cuneo, 1982 – Padova, 1980).

Marta Pettinau

 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.