Il MADRE di Napoli, oltre l’orario di visita. Il popolo di Instagram nelle sale del museo partenopeo per una sessione notturna di fotografia social

Nell’aprile 2013, il fotografo e instragramer statunitense Dave Krugman, sperimentò per la prima volta la sensazione di fotografare con il proprio smartphone – e condividere sul famoso social – un museo dopo l’orario usuale di visita. Così, tra le sale deserte del Metropolitan Museum di New York, prese vita il movimento digitale #empty e, da […]

Laura Gargiulo (@elle_byg)

Nell’aprile 2013, il fotografo e instragramer statunitense Dave Krugman, sperimentò per la prima volta la sensazione di fotografare con il proprio smartphone – e condividere sul famoso social – un museo dopo l’orario usuale di visita. Così, tra le sale deserte del Metropolitan Museum di New York, prese vita il movimento digitale #empty e, da allora, si è diffuso a macchia d’olio, con seguaci ed eventi in tutto il mondo, da Frieze Art Fair, alla Royal Opera House e alla Tate Modern di Londra, dalla Reggia di Venaria al Museum of Old and New Art di Hobart, in Australia.
Lo scorso venerdì, anche il MADRE di Napoli ha aderito all’iniziativa, aprendo eccezionalmente le sue porte al popolo di Instagram, per una notte al museo. In collaborazione con alcune community locali – da @igerscampania a @igersnapoli – un gruppo selezionato di instagramers ha avuto l’opportunità di fotografare le opere custodite nel museo partenopeo, dalle 20.30 in poi. Senza fretta e senza distrazioni, i partecipanti ad #emptyMADRE hanno esplorato le sue sale, catturandone l’anima più intima ed autentica. Nella nostra photogallery, alcuni degli scatti pubblicati su Instragam.

– Marta Pettinau

 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.