Lo Strillone: il modello Torino per vincere la crisi con la cultura su Libero. E poi Summit della Cultura a Milano, Pei-Shen Qian

Ci vuole il modello Torino per rilanciare il turismo. Libero commenta “il pesante calo di oltre il 50% degli indici borsistici di Hong Kong e Pechino, e le previsioni di un brusco ridimensionamento del Pil, che scatenano turbolenze e fuga degli investitori, non solo dalle borse cinesi, ma anche da quelle europee”. E la soluzione […]

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Ci vuole il modello Torino per rilanciare il turismo. Libero commenta “il pesante calo di oltre il 50% degli indici borsistici di Hong Kong e Pechino, e le previsioni di un brusco ridimensionamento del Pil, che scatenano turbolenze e fuga degli investitori, non solo dalle borse cinesi, ma anche da quelle europee”. E la soluzione è il modello Torino, “dove grazie all’efficienza, capacità e intraprendenza dei sue sindaci, che si sono susseguiti alla guida della città, Chiamparino e Fassino, il numero di presenze annue si è moltiplicato in dieci anni per sei, i musei sono stati portati al top, vedi Egizio ritornato agli antichi splendori, le manifestazioni culturali-attrattive e congressuali hanno raggiunto i livelli delle miglior metropoli del globo, sia per quantità che per qualità, i posti letto sono in continua moltiplicazione, così come le griffe più importanti hanno aperto propri esercizi commerciali, il tutto è avvenuto in meno di 8 anni e l’onda è in continua crescita”.

Rappresentati di tutto il pianeta, dagli Stati dell’area euro a molti mediorientali. Dall’Afghanistan alla Cina, dal Gabon alla Grecia, dall’Iran a Israele, dal Messico alla Palestina,dall’Oman alla Russia, dal Myanmar alla Serbia, dalla Corea del Sud agli Emirati, dagli Stati Uniti allo Zimbabwe. Il Corriere della Sera presenta il summit della Cultura che per due giorni all’Expo di Milano accoglie ministri, intellettuali e artisti di tutto il mondo: “E se viene da chiedersi cosa abbiano in comune uno con l’altro, molti di questi, la risposta sta proprio nel messaggio che la due giorni intende mandare: il patrimonio culturale, in tutte le sue forme ed espressioni, è l’identità e la memoria storica di popoli, di civiltà e di ciascuno di noi”. Special guest? “La seconda sessione di lavori verrà aperta da una lectio del professor Umberto Eco e si concluderà con la visita ai padiglioni di Expo”. Il piccolo cinese che “resuscitò” Jackson Pollock. Su La Stampa Francesco Bonami racconta la storia di Pei-Shen Qian, che si era specializzato nel falsificare i maestri dell’espressionismo astratto americano: “dopo lo scoppio dello scandalo, che ha portato in carcere i due mercanti d’arte che gli avevano commissionato i falsi, per evitare guai l’artista si è rifugiato in Cina”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.