Lo Strillone: giallo Raffaello a Civitavecchia su Il Messaggero. E poi direttori dei top museum, grandi navi a Venezia, Isis in Italia

Giallo Raffaello a Civitavecchia. Il Messaggero indaga sulla presunta scoperta, una “replica della Stanza di Eliodoro venuta alla luce per caso, quarantanni fa, nella camera da letto di uno sbalordito carabiniere”. Una copia o un bozzetto? “Mentre si attendono i risultati dell’indagine diagnostica sui materiali affidata agli esperti dell’Università della Tuscia, c’è chi azzarda l’ipotesi […]

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Giallo Raffaello a Civitavecchia. Il Messaggero indaga sulla presunta scoperta, una “replica della Stanza di Eliodoro venuta alla luce per caso, quarantanni fa, nella camera da letto di uno sbalordito carabiniere”. Una copia o un bozzetto? “Mentre si attendono i risultati dell’indagine diagnostica sui materiali affidata agli esperti dell’Università della Tuscia, c’è chi azzarda l’ipotesi che non si tratti di una copia, bensì addirittura di un bozzetto fatto preparare a tempera da Raffaello a un collaboratore per mostrarlo al committente Giulio II. Rimasto inedito fino al 2009, il ritrovamento aveva portato alla luce un caso già di fatto unico, perche non esistono altre copie antiche delle Stanze che Raffaello esegui in Vaticano, tra il 1511 ed il 1514, per l’appartamento di Giulio II”.

Approfittando dell’inizio dei colloqui, in programma fino al 14 luglio, sempre Il Messaggero fa il punto sulla selezione “dei direttori top manager dei venti grandi musei made in Italy, dagli Uffizi alla Galleria Borghese, diventati autonomi con la riforma dei Beni culturali firmala dal ministro Dario Franceschini”. “Siamo tutti d’accordo di non passare più per il bacino di San Marco e la Giudecca”. Il Sole 24 Ore intervista il neosindaco veneziano Brugnaro, ed è inevitabile la domanda sul problema grandi navi: “Per accedere alla Marittima le navi potranno entrare per la bocca di porto di Malamocco, percorrere il canale dei Petroli e risalire il canale Vittorio Emanuele che corre parallelo al ponte della libertà”. “Tutti i luoghi nel mirino dei tagliagole del Califfo”: è Il Giornale a mettere sul tavolo i possibili obbiettivi italiani dei terroristi dell’Isis, che “punterebbero sulla tomba di Dante a Ravenna, San Petronio e Palazzo Pitti. Motivo: offendono Maometto”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.