Italiani in trasferta. Salvatore Arancio espone in Francia. Alberi vulcanici, suggestioni biomorfe, lezioni di scienze naturali: una mostra a Vienne

C’è il paesaggio, sempre, a orientare lo sguardo e definire l’orizzonte, nel lavoro di Salvatore Arancio. Paesaggio evocato, scomposto, esplorato e sezionato, fra studio analitico e letteratura. Uno degli artisti italiani più apprezzati all’estero, siciliano di nascita e londinese d’adozione, Arancio è il protagonista di una personale presso il Centro d’Arte Contemporanea La Halle des […]

Salvatore Arancio - Une taxonomie des sens et des forme - Vienne, 2015

C’è il paesaggio, sempre, a orientare lo sguardo e definire l’orizzonte, nel lavoro di Salvatore Arancio. Paesaggio evocato, scomposto, esplorato e sezionato, fra studio analitico e letteratura. Uno degli artisti italiani più apprezzati all’estero, siciliano di nascita e londinese d’adozione, Arancio è il protagonista di una personale presso il Centro d’Arte Contemporanea La Halle des bouchers di Vienne, sulle Alpi francesi, fino al prossimo 9 agosto. Segni particolari: bricoleur raffinato di tecniche, linguaggi e riferimenti colti, capace di cucire insieme stralci di antiche illustrazioni, pattern geometrici, riferimenti al cinema o alle scienze naturali, Arancio si sposta agevolmente dall’incisione alla scultura, dall’installazione al collage e al video.
Lo spunto per il progetto di Vienne arriva dai cosiddetti “alberi di lava”, fenomeno geologico verificatosi sulle isole Hawaii nel 1790, quando gli arbusti della foresta pluviale vennero travolti e imprigionati dalla violenta eruzione del vulcano Kilauea. Una sorta di Pompei in chiave botanica. Le sculture in mostra, dall’aspetto smaccatamente biomorfo, sono allora corpi fallici, svettanti, sinuosi, e insieme funghi alieni, vegetali sinistri, rocce irregolari ed entità esoteriche. Un misto di natura e incantesimo alchemico, d’immaginazione e ricerca sul campo, provando a tracciare una “Tassonomia dei sensi e delle forme”, come recita lo stesso titolo.

Salvatore Arancio - Une taxonomie des sens et des forme - Vienne, 2015
Salvatore Arancio – Une taxonomie des sens et des forme – Vienne, 2015

E se la fascinazione per l’informe è una delle declinazioni del lavoro dell’artista – insieme a quella contemplativa, archivistica, magica o nostalgica – a spingere verso altri significati è l’attenzione uguale e contraria per la perfezione dei numeri, le architetture geometriche, la logica alla base dei movimenti celesti e terrestri. Un continuo passare dalla furia del vulcano all’urgenza classificatoria, dall’immensa energia del paesaggio alle sue micro strutture regolari, dal rigore della norma al suo superamento. Un esempio è nel video “Window of Possible Development” (2013), una  ricostruzione digitale delle illustrazioni del gesuita Athanasius Kircher, contenute nel suo libro Mundus Subterraneus (1664): i nuclei di fuoco che agitano le viscere della terra diventano gelide sfere – come corpi astrali o neuronali – sospese in una lenta, ipnotica rotazione. Anche questa un’opera in cui, nella volontà di conoscenza e di trasposizione poetica, l’approccio scientifico e l’attitudine spirituale si incontrano. Generando visioni nuove, nel gioco della citazione e del frammento.

 – Helga Marsala

Salvatore Arancio, Une taxonomie des sens et des formes
Centre d’art contemporain La Halle des bouchers – 7 rue Teste du Bailler, Vienne
fino al 9 agosto 2015

www.cac-lahalledesbouchers.fr

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.