Immagini e video dalla mostra Be-diversity: da Wim Delvoye a Christian Jankowski, Stefano Cagol fa il curatore per festeggiare i successi del MUSE di Trento

Offrire stimoli di pensiero rispetto a importanti tematiche attuali, come quelle di Expo e della Carta di Milano. Con una mostra “diversa”, non solo nel titolo: diversa perché porta l’arte contemporanea in un museo della scienza; diversa perché mette un artista nel ruolo del curatore. Parliamo di Be-diversity, appena inauguratasi al secondo piano del MUSE […]

Offrire stimoli di pensiero rispetto a importanti tematiche attuali, come quelle di Expo e della Carta di Milano. Con una mostra “diversa”, non solo nel titolo: diversa perché porta l’arte contemporanea in un museo della scienza; diversa perché mette un artista nel ruolo del curatore. Parliamo di Be-diversity, appena inauguratasi al secondo piano del MUSE di Trento, con l’artista Stefano Cagol in veste di curatore, autore anche del design dell’allestimento. Un mosaico con sette installazioni iconiche, che Cagol ha ottenuto invitando gli artisti che hanno risposto con un coinvolgimento entusiasta. Sono colleghi che ha incontrato durante il suo percorso, tra loro Khaled Ramadan, che presenta il suo ultimo film in prima mondiale, di Cagol è il voice over in italiano. Sottotitoli in italiano creati appositamente per il film di Oliver Ressler, che arriva dal LIAF-Lofoten Art Festival. Prima in un’istituzione italiana anche per l’opera concessa in prestito da Wim Delvoye, un corpus di 100 feci della sua Cloaca, prodotte dal 2000 al 2005 in musei come Migros, New Museum, Muhka, ed esposta fino ad ora solo nella sua interezza al Mudam del Lussembrugo.

Be diversity, MUSE, Trento 2015 from Artribune Tv on Vimeo.

Opening della mostra Be diversity, MUSE, Trento 2015

Christian Jankowski ha concesso la sua opera forse più nota, The Hunt, del 1992, che nel contesto del Museo e della mostra assume nuovi significati. Åsa Sonjasdotter, fresca del premio Coal per l’arte ambientale, ha realizzato in maniera site specific l’installazione The Order of Potatoes, che prosegue nel parco tra il Muse e nel riaperto Palazzo delle Albere. Un bagno di folla all’inaugurazione, che coincideva con la giornata di festeggiamento dei due anni di apertura del Museo nella sede progettata da Renzo Piano e del traguardo raggiunto e superato del milione di visitatori. Erano presenti anche gli artisti Avelino Sala, arrivato da Barcellona, e Giancarlo Norese: noi raccontiamo tutto con il video e l’ampia fotogallery…

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.