Ecco le immagini del misterioso manoscritto di Mozart. Un raro lavoro che testimonia il suo legame col padre Leopold: da pochi giorni esposto a Salisburgo

I tanti che in questa estate passeranno per Salisburgo, saranno accolti da una bellissima sorpresa: nella casa dove abitò Wolfgang Amadeus Mozart potranno infatti vedere l’originale di un nuovo ampio autografo del compositore, di cui Artribune – in esclusiva per l’Italia – mostra la foto in HD. Il reperto è stato messo all’asta da Sotheby […]

Il manoscritto di Mozart (c) ISM

I tanti che in questa estate passeranno per Salisburgo, saranno accolti da una bellissima sorpresa: nella casa dove abitò Wolfgang Amadeus Mozart potranno infatti vedere l’originale di un nuovo ampio autografo del compositore, di cui Artribune – in esclusiva per l’Italia – mostra la foto in HD. Il reperto è stato messo all’asta da Sotheby a Londra il 15 maggio scorso ed il Mozarteum lo ha acquisito per 167mila sterline (ossia circa 237mila euro). Il manoscritto, la cui esistenza era nota ma sino ad ora in possesso di un collezionista privato, è stato acquisito dalla Fondazione Mozarteum grazie ad una munifica donazione di un amico dell’istituzione.
E non si tratta unicamente di una curiosità per musicologi oppure per eruditi: in quanto è una rara prova documentaria della collaborazione tra il musicista e suo padre Leopoldo. La musica è del giovane Wolfgang, il testo del padre. Il manoscritto non ha né titolo (le parole “Stabat Mater” nella prima pagina sono state aggiunte a mano nel diciannovesimo secolo) né data. Il documento è di dodici pagine su carta relativamente piccola (17 X 22 cm); e contiene essenzialmente la copia/adattamento di un lavoro di Eugenio di Ligneville (1727-1788). Per anni si è pensato che il lavoro potesse essere datato attorno al 1770, primo viaggio in Italia dei Mozart. L’analisi dettagliata della scrittura a mano dei due Mozart consente di collocarlo invece dopo il 1773 a Salisburgo.

– Giuseppe Pennisi

CONDIVIDI
Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.