Venezia More Festival: ritmi e sonorità house-disco-pop che si mischiano all’arte. Con tanti happening e party nell’isola di San Servolo

Torna per il terzo anno consecutivo il Venezia More Festival: quattro giorni di musica (dalla house alla disco, fino al pop) e performance di arte visiva, nella bellissima cornice dell’isola di San Servolo, all’interno di un chiostro costruito sulle rovine di un monastero benedettino dell’8° secolo. Si comincia giovedì 4 con il live di Erlend […]

Torna per il terzo anno consecutivo il Venezia More Festival: quattro giorni di musica (dalla house alla disco, fino al pop) e performance di arte visiva, nella bellissima cornice dell’isola di San Servolo, all’interno di un chiostro costruito sulle rovine di un monastero benedettino dell’8° secolo. Si comincia giovedì 4 con il live di Erlend Oye, componente dei Kings of Convenience, con un concerto acustico e poetico nella Serra dei Giardini. Da venerdì, invece, libero sfogo alla musica elettronica: il duo tedesco Ame (Kristian Beyer & Frank Wiedemann) con la sua house influenzata da Stevie Wonder, Dimitri from Paris che mixa le vecchie canzoni francesi con i ritmi di oggi, Spiller e Matias Aguayo con un’house music tribale e spirituale, sono alcuni dei dj che vi faranno ballare. Non solo Biennale, dunque, per questo inizio d’estate…

Paolo Marella

www.more-festival.com

 

 

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Paolo Marella
Barese, classe 1987, trapiantato maldestramente a Venezia. Laureando in Economia e Gestione dei Beni Culturali all'Università Ca' Foscari, coltiva da anni una forte passione per l'arte e la scrittura. Gli piace il mondo della comunicazione: quest'anno ha lavorato nell'ufficio stampa del Carnevale di 2012. E' giornalista pubblicista, anche se non lo dice in giro. In passato si è occupato di cronaca giudiziaria per il Quotidiano Puglia. A Venezia ha lavorato, come mediatore culturale, nei maggiori musei d'arte contemporanea e moderna - Palazzo Grassi, La Biennale e Peggy Guggenheim Collection. Ha un blog (anche se ci scrive poco) e gli piace molto il cinema. Fa scherma. O almeno ci prova.