Una statua rischia di aggravare la crisi Russia-Ukraina? A Mosca parte la petizione contro il monumento a Vladimir il Grande

Questo monumento non s’ha da fare. Per una serie di motivi, alcuni pubblici, altri – quelli più forti – per ora solo sussurrati. A Mosca comunque cresce la mobilitazione contro l’enorme scultura che dovrebbe celebrare i mille anni di Vladimir il Grande, il primo sovrano cristiano, visto come il precursore di Russia moderna. Un monumento […]

Salavat Shcherbakov lavora alla statua dedicata a Vladimir il Grande (foto angelfire.com)

Questo monumento non s’ha da fare. Per una serie di motivi, alcuni pubblici, altri – quelli più forti – per ora solo sussurrati. A Mosca comunque cresce la mobilitazione contro l’enorme scultura che dovrebbe celebrare i mille anni di Vladimir il Grande, il primo sovrano cristiano, visto come il precursore di Russia moderna. Un monumento – opera dello scultore Salavat Shcherbakov – che dovrebbe troneggiare per 24 metri dal suolo sulle colline intorno alla Capitale: e da qui viene la prima ragione di contrarietà, visto che l’opera a detta dei detrattori impatterebbe troppo fortemente sulla skyline della città. Poi ci sono motivazioni storico-sociologiche, visto che a detta di molti Vladimir era un edonista che ebbe diverse mogli e centinaia di concubine, non troppo meritevole, dunque, di celebrazioni così fastose.
Ma sullo sfondo si stagliano le reali ragioni dell’opposizione, che tirano in ballo i già tesissimi rapporti fra Russia e Ukraina. Già, perché Vladimir salì al potere dopo aver ucciso suo fratello Yaropolk, e il suo governo aveva sede a Kiev. E in Ukraina il presidente Poroshenko ha già firmato un decreto che indica il 2015 come anno delle celebrazioni del millesimo anniversario della morte del “fondatore della Rus-Ukraina”. È evidente il rischio di accuse reciproche di “appropriazione indebita” del personaggio, in un momento storico in cui non c’è nessun bisogno di ulteriori fronti di frizione fra i due stati. Intanto, diecine di migliaia di moscoviti hanno firmato una petizione contro il posizionamento del monumento…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.