Lo Strillone: opere degli Uffizi a Casal di Principe nella villa del boss su Il Messaggero. E poi Cinecittà, Visconti e Sforza, Cavalier Tempesta

La rivincita di una terra passa anche attraverso l’arte. Il Messaggero racconta la mostra La luce vince l’ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe appena inaugurata nella villa a tempio che fu del boss Egidio Coppola detto Brutus (sarà visitabile fino al 21 ottobre). “Un’operazione coraggiosa quella che ha riscritto la storia di un ‘non-luogo’, […]

Quotidiani
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La rivincita di una terra passa anche attraverso l’arte. Il Messaggero racconta la mostra La luce vince l’ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe appena inaugurata nella villa a tempio che fu del boss Egidio Coppola detto Brutus (sarà visitabile fino al 21 ottobre). “Un’operazione coraggiosa quella che ha riscritto la storia di un ‘non-luogo’, Casal di Principe, che è stato per decenni il fortilizio criminoso del clan dei Casalesi, oggi uno skyline increspato di cantieri confiscati e palazzine fantasma. Il ‘ventre’ di Gomorra riabilitato dall’intensità espressiva della Santa Caterina di Artemisia Gentileschi, dalla grazia compositiva della Vanità di Mattia Preti, o dalla luminosità teatrale della fiera Salomè di Battistello Caracciolo”.

È questo il rilancio di Cinecittà? Se lo domanda Il Manifesto, che riferisce che “all’ingresso di via Lamaro, subito prima della guardiola dei sorveglianti, c’è un lenzuolo bianco che spiega tutto. 38 lavoratori sviluppo e stampa in cassa integrazione e prossimi al licenziamento, 50 digitale e audio affittati, messi in liquidazione, a breve cassaintegrati e licenziati, 110 lavoratori produzione in contratto di solidarietà”. “Una mostra così splendente di meraviglie, talvolta microscopiche ma gigantesche e sconvolgenti, risulta criminosamente disertata. Regalmente vuota”. È amaro il commento de La Stampa sulla mostra Arte lombarda dai Visconti agli Sforza, a Palazzo Reale di Milano. Buone notizie invece su Il Tempo, che informa del recupero di un olio su tela dal titolo Paesaggio marino con pastori e armenti di Pieter Mulier, meglio noto come Cavalier Tempesta, che era stato trafugato dalla collezione del Museo Nazionale di Breslavia e ora ritrovato presso una casa d’asta del quadrilatero delle botteghe antiquarie di Milano.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.