Quando la maglietta è d’artista. Da Jenny Holzer a Kota Ezawa, una serie in edizione limitata prodotta dal Minneapolis Institute of Arts

T-shirt d’artista per il MIA – Minneapolis Institute of Arts, che festeggia i suoi primi cento anni con un’iniziativa pop, rivolta al grande pubblico e ispirata alla scena artistica contemporanea made in USA. Cinque nomi,  tutti americani, di nascita  o d’adozione, e tutti di media generazione, con carriere internazionali: Kota Ezawa, Chris Larson, David Rathman, […]

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T-shirt d’artista per il MIA – Minneapolis Institute of Arts, che festeggia i suoi primi cento anni con un’iniziativa pop, rivolta al grande pubblico e ispirata alla scena artistica contemporanea made in USA. Cinque nomi,  tutti americani, di nascita  o d’adozione, e tutti di media generazione, con carriere internazionali: Kota Ezawa, Chris Larson, David Rathman, Alec Soth e Jenny Holzer sono gli artisti scelti dal museo del Minnesota per questa divertente operazione di comunicazione. Ognuno di loro ha progettato una speciale maglietta,che funziona un po’ come un piccolo manifesto, una dichiarazione, un segno distintivo della propria poetica: la serie si chiama “Artist Statements” ed è composta da capi in edizione limitata, venduti al costo di 25 $, unicamente on line, negli store del MIA oppure nei negozi della catena Mall of America.

Si va dall’acrobatica cheerleaders in bianco e nero di Soth, colta nell’istante di un salto con spaccata centrale (immagine tratta da una sua opera del 2012, “Bree, Liberty Cheer All-Stars, Corsicana, Texas”), alle scene iper grafiche in stile cartoon, tipiche dei lavori su pellicola e lightbox di Ezawa. Mentre Jenny Holezer, star della cinquina, non poteva che scegliere la parola come leitmotiv e strumento ideale.
Artista concettuale, da sempre interessata alla dimensione pubblica del linguaggio e alla sua valenza politico-sociale, la Holzer replica sulle t-shirt il classico format adottato tra piazze, strade e monumenti metropolitani, per le sue installazioni luminose: alcune frasi, sintetiche e incisive, campeggiano sui capi come massime da indossare. Così, da “Quando succede qualcosa di terribile le persone si svegliano” a “Tutte le cose sono delicatamente interconnesse”, l’idea è quella di portarsi appresso un pezzetto d’arte contemporanea, che è insieme uno stato d’animo, un’idea da condividere. E naturalmente uno sfizio fashion, da collezionare.

– Helga Marsala

 www.new.artsmia.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.