A New York, lo Smithsonian Design Museum svela i segreti della comunicazione grafica. Storia e strategie dei poster, tra pubblicità e attivismo

Come funziona il mondo del graphic design? Quali sono le sue regole, i suoi linguaggi, le sue strategie? Ce lo spiega la mostra How Posters Work. A New York, sino al 15 novembre – ma anche online, per chi non potesse permettersi un viaggio transatlantico – 125 poster della imponente collezione permanente Cooper-Hewitt dello Smithsonian […]

Junior Wells, 1966

Come funziona il mondo del graphic design? Quali sono le sue regole, i suoi linguaggi, le sue strategie? Ce lo spiega la mostra How Posters Work. A New York, sino al 15 novembre – ma anche online, per chi non potesse permettersi un viaggio transatlantico – 125 poster della imponente collezione permanente Cooper-Hewitt dello Smithsonian Design Museum sono raccolti in un percorso espositivo progettato appositamente per spiegare i diversi modi in cui è possibile veicolare idee e messaggi attraverso la grafica.
La mostra comprende pezzi iconici del Novecento, realizzati da pionieri come Herbert Matter, Paul Rand,Philippe Apeloig e M/M Paris, ma anche esemplari dei giorni nostri firmati da designer meno conosciuti. How Posters Work  rivela come, ancora oggi, il poster sia un utile mezzo di comunicazione di massa – stampato o circolante in forma digitale nei social media – nonostante non sia più l’unico medium possibile o il più diffuso. In 14 sezioni, How Posters Work esplora le modalità secondo cui forme, colori, font, stili grafici e immagini possono essere  combinati all’infinito e spiega, passo dopo passo, ogni singolo aspetto tecnico della composizione di un poster. Per una narrazione visiva che fa la differenza.

Marta Pettinau

https://collection.cooperhewitt.org/

CONDIVIDI
Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.