A Milano, il vigneto è in garage. Un allestimento green per scoprire l’antica tradizione italiana della viticoltura

Una  vigna cresce rigogliosa in un garage dismesso nel bel mezzo della città: succede a Milano, in via della Zecca Vecchia, nell’area conosciuta come Spazio Sanremo dove, nel Quattrocento, tra palazzi e conventi, i vigneti erano tutt’altro che una rarità. Persino Leonardo da Vinci ne aveva uno, regalo del duca Ludovico il Moro, che, in […]

La vigna in giardino a Milano

Una  vigna cresce rigogliosa in un garage dismesso nel bel mezzo della città: succede a Milano, in via della Zecca Vecchia, nell’area conosciuta come Spazio Sanremo dove, nel Quattrocento, tra palazzi e conventi, i vigneti erano tutt’altro che una rarità. Persino Leonardo da Vinci ne aveva uno, regalo del duca Ludovico il Moro, che, in occasione di Expo 2015, è stato ripristinato nella sua collocazione originaria, nel giardino della Casa degli Atellani.

La vigna in giardino, bozza
La vigna in giardino, bozza

Nell’ottica di recuperare la storia del quartiere e di riscoprire l’antica tradizione italiana della viticultura, di cui – pochi sanno – anche Milano è parte, il progetto internazionale Green Island ha ideato – su iniziativa del distretto 5VIE Art+DesignLa vigna in giardino, trasformando lo spazio di un ex garage cittadino in una piccola oasi urbana con specie provenienti da prestigiosi filari, come Montepulciano, Syrah, Sauvignon, Barbera e Cortese. Le viti sono circondate da un giardino all’italiana: essenze botaniche, edere ed erbacee perenni completano l’installazione, definendo un ambiente multisensoriale, tra diverse gradazioni di verde, canti di uccellini e cicale e aromi mediterranei. Come se ci si trovasse realmente in aperta campagna, invece che in una delle metropoli più inquinate d’Italia.
La vigna in giardino sarà visitabile sino al 30 giugno. Ecco nella nostra photogallery, qualche scorcio dell’installazione.

Marta Pettinau

www.amaze.it

 

 

 

 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.