A Londra, Massimo Bottura apre un ristorante pop-up da Sotheby’s. Un menù di 7 portate da 250 sterline, per una cucina ispirata all’arte contemporanea

Se l’alta cucina italiana è sinonimo di lusso e qualità nel mondo, la cucina dello chef nostrano Massimo Bottura è pura creazione artistica di pregiate materie prime. Così, la storica casa d’aste Sotheby’s, che di capolavori se ne intende, ha pensato di ampliare la sua proposta e di ospitare, per soli tre giorni, le opere […]

Massimo Bottura

Se l’alta cucina italiana è sinonimo di lusso e qualità nel mondo, la cucina dello chef nostrano Massimo Bottura è pura creazione artistica di pregiate materie prime. Così, la storica casa d’aste Sotheby’s, che di capolavori se ne intende, ha pensato di ampliare la sua proposta e di ospitare, per soli tre giorni, le opere d’arte su piatti da portata di Massimo Bottura. Una gioia per le papille gustative quanto per gli occhi.
Dal 27 al 29 giugno, la cucina a tre stelle Michelin della sua Osteria Francescana di Modena si trasferirà nella sede londinese di Sotheby’s, secondo la formula del ristorante pop-up. Ai più attenti, e facoltosi, palati inglesi, che riusciranno a prenotare, sarà offerta un’occasione esclusiva di degustare un menù di sette portate da 250 sterline, in cui l’innovativo linguaggio culinario di Massimo Bottura si sposerà con l’arte contemporanea in esposizione sulle pareti di Sotheby’s. Un accostamento che non è una novità per lo chef modenese, che colleziona arte e ama lasciarsi ispirare dalle opere di artisti contemporanei, che si tratti di Lucio Fontana o di Damien Hirst.
Il ristorante pop-up di Bottura segue l’ultima tendenza londinese in fatto di alta ristorazione: agli inizi dell’anno, al 101 di New Bond Street, nel quartier generale di Bonhams aveva aperto il primo ristorante al mondo all’interno di una auction house, con un giovanissimo e promettente capo chef.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.