Lo Strillone: l’Isis e il business del traffico di reperti archeologici su Il Fatto Quotidiano. E poi bellezza negata ai disabili, Agrigento, opera in Duomo a Milano

“Un calcolo preciso è impossibile, ma secondo le stime più allarmistiche, potrebbe trattarsi addirittura della seconda fonte di finanziamento dei jihadisti, seconda solo al petrolio”. Quale? Il traffico di reperti archeologici: secondo Il Fatto Quotidiano “l’Isis in realtà sa bene come muoversi: ‘Distruggono quello che non si può vendere’, dice l’archeologo Michael Danti, direttore del […]

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Un calcolo preciso è impossibile, ma secondo le stime più allarmistiche, potrebbe trattarsi addirittura della seconda fonte di finanziamento dei jihadisti, seconda solo al petrolio”. Quale? Il traffico di reperti archeologici: secondo Il Fatto Quotidianol’Isis in realtà sa bene come muoversi: ‘Distruggono quello che non si può vendere’, dice l’archeologo Michael Danti, direttore del Cultural Heritage della Boston University, al quotidiano online IBTimes, ‘mentre vendono quello che si può trasportare più facilmente’“. L’Isis però “non agisce direttamente sui siti archeologici, ma si affida alla competenza di persone che in passato hanno già scavato, magari anche prendendo parte a missioni internazionali. Spiegava il New York Times già lo scorso settembre basandosi su fonti locali, come i miliziani si limitano a imporre ai ‘tombaroli’ una tassa che oscilla tra il 20 (per esempio nell’area di Aleppo) e il 50% (a Raqqa), anche a seconda di quanto il materiale reperito è prezioso e vendibile. L’imposizione di questa imposta, chiamata khums, che consegna all’Isis il controllo finanziario di tutte le operazioni nel territorio controllato, è legittimata dalla legge islamica”.

La bellezza negata ai disabili. La puntuale inchiesta di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera guarda al problema delle barriere architettoniche: “A Venezia ci sono 434 ponti antichi: non uno tiene conto dei disabili motori. Un caso isolato? No: anche a Pisa, Lucca, Milano e in molte altre città d’arte l’attenzione per chi si muove con una carrozzina è pochissima. A partire da ‘dettagli’ come le misure degli ascensori”. Su La Stampa Lorenzo Mondo riprende indirettamente l’articolo dell’altroieri del Corriere dedicato allo scempio di Agrigento: “centinaia di abitazioni, comprese le ville con piscina, passate indenni attraverso decenni di polemiche, denunce e sentenze. Per attestare qualche decina di demolizioni bisogna risalire a quindici anni fa. Cominciamo allora a mettere sul conto la lentezza endemica con cui si muovono da noi le istituzioni, a partire dalla giustizia che sembra troppe volte priva di animo decisionale oltreché di strumenti esecutivi”. Mosè a misura d’uomo: anzi Duomo. La Repubblica nell’edizione di Milano riferisce che “l’opera torna in cattedrale con Rossini interpretato dal basso baritono Ruggero Raimondi e il Coro e l’Orchestra della Veneranda Fabbrica”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.