Lo Strillone: Leonardo curioso e pratico, ma introverso e riservato su Il Giornale. E poi Reggia di Caserta, Piano Fari, Civita di Bagnoregio

“Era tecnica e arte, intuito e applicazione. Tutto in uno. Come nessuno seppe essere dopo di lui. Nemmeno i grandi: Palladio fu ‘solo’ architetto, Tiziano ‘solo’ pittore, Galileo ‘solo’ scienziato”. Di chi si parla? Di Leonardo, ovviamente: la grande mostra milanese continua a fornire spunti ai media, e Il Giornale ne parla in una lunga […]

Quotidiani
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Era tecnica e arte, intuito e applicazione. Tutto in uno. Come nessuno seppe essere dopo di lui. Nemmeno i grandi: Palladio fu ‘solo’ architetto, Tiziano ‘solo’ pittore, Galileo ‘solo’ scienziato”. Di chi si parla? Di Leonardo, ovviamente: la grande mostra milanese continua a fornire spunti ai media, e Il Giornale ne parla in una lunga intervista a Pietro C. Marani, che la cura assieme con Maria Teresa Fiorio. “Nonostante il successo tributato dal pubblico non so se Milano si renda conto che questa mostra resterà un unicum. Ho accolto i direttori dei più grandi musei in visita. Temo, però, che non sarà facile fare tesoro di questa eredità. Ognuno tornerà a curare il proprio ‘hortus conclusus’: io ho un manoscritto, tu hai il Cenacolo, qui c’è un dipinto e così via, senza mettere a frutto un percorso unitario. Impresa che, in verità, è assai ardua quando a dialogare, come qui a Milano, devono essere istituzioni statali, regionali e privati”. Ma che tipo era Leonardo, a livello caratteriale? “Curioso del mondo. Innamorato della bellezza che dalla natura trasponeva nell’arte. Pratico come un milanese, ma introverso e riservato. Ironico e faceto, come un toscano. Ma soprattutto buono d’animo e ben disposto verso gli uomini ai cui difetti guardava con benevolenza”.

Assemblea sindacale, Reggia di Caserta chiusa nel giorno di entrata libera grazie alla Domenica al museo. La Repubblica racconta l’ennesimo disservizio di un’amministrazione dei beni culturali che non si scolla da metodi ormai insostenibili: migliaia di turisti lasciati in coda al sole a causa di una riunione “convocata dalla Uil Pubblica amministrazione e dall’Ugl per richiamare l’attenzione sul fenomeno dei venditori abusivi”. Nella domenica aperta che a maggio richiamò oltre 17mila visitatori. Fari trasformati in hotel di lusso. Quotidiano Nazionale parla del progetto ValorePaese, in cui s’inserisce il Piano Fari: che precede che dieci fari storici siano dati in concessione a privati per investimenti turistici. “Una nuova forma di introito per il governo italiano alla ricerca entro il 2017 di 2,1 miliardi destinati dal Def alla riduzione del debito pubblico”. Salvate Civita di Bagnoregio. La Stampa aggiorna sulla mobilitazione grazie alla quale sono state raccolte 16mila firme per inserire “il borgo che muore di frane” nel Patrimonio Unesco.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.