Lo Strillone: Giovanni Valentini, Twitter e la cerchia autoreferenziale su Il Fatto Quotidiano. E poi Matera, Whitney Museum, Valle dei Templi

“Credo molto nel citizen journalism, nel giornalismo dal basso”. Umberto Eco ha aperto il dibattito sui social network, e ora tutti corrono a dire la propria. Come Giovanni Valentini, intervistato a proposito da Il Fatto Quotidiano: “A me Twitter è utile soprattutto perché mi permette di uscire dalla solita cerchia autoreferenziale e di confrontarmi con […]

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Credo molto nel citizen journalism, nel giornalismo dal basso”. Umberto Eco ha aperto il dibattito sui social network, e ora tutti corrono a dire la propria. Come Giovanni Valentini, intervistato a proposito da Il Fatto Quotidiano: “A me Twitter è utile soprattutto perché mi permette di uscire dalla solita cerchia autoreferenziale e di confrontarmi con il resto del mondo. Gli imbecilli sono ovunque, per strada come in Internet, non si può dare la colpa al web. A me i social network sono davvero utili“. E che ne pensa dell’intervento di Eco? “Credo che abbia posto una questione intelligente, facendo un ragionamento corretto ma individuando il colpevole sbagliato. Internet è un grande luogo virtuale, neutro. Assume una connotazione a seconda dell’atteggiamento di chi lo popola: se ci si va per dialogare è positivo, se per litigare è negativo. Semmai il tema è quello delle regole: per garantire la credibilità della rete bisogna porre dei limiti. Se nascondendosi dietro l’anonimato o normative poco chiare si cominciano a diffondere notizie false o insulti, allora qualcosa non va. Servono leggi”.

Matera, dal trionfo al tutti contro tutti. Il Sole 24 Ore racconta di “una sfida elettorale all’arma bianca a pochi mesi dalla nomina a Capitale della Cultura. Il voto di domenica 14 influenzerà anche la permanenza alla direzione artistica di Matera 2019 del torinese Paolo Verri”. C ‘è del genio in quel museo. L’Espresso riflette sul rinnovato Whitney Museum di NY con una digressione fra arte e Artworld, ovvero “ronzio incessante, tendenze, soldi, inaugurazioni sensazionali, galleristi-modaioli che si studiano a vicenda; robaccia di più alto livello, rappresa di teorie, che fa di tutto per collegare un’esperienza critica a ciò che è insignificante e irrilevante, pornografia all’asta, architettura presuntuosa, baracconata dei falsi”. “Pregheremo per illuminare la mente di chi ci governa perché non ci hanno capito”. Sette torna a occuparsi delle 600 case abusive nella Valle dei Templi, con le parole di don Vito Guaragna, parroco e abusivo lui.

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.