Lo Strillone: ecco come sarà a Roma il Museo di Alberto Sordi su Il Tempo. E poi Nicolas Poussin, Museo delle Catacombe a San Callisto, Festa del Cinema a Roma

“Forse Sordi non avrebbe gradi to tutto questo trambusto, e il fatto che siamo andati a mettere il naso nella sua casa che custodiva così gelosamente”. Il Tempo apre l’articolo con il commento del ministro Dario Franceschini: argomento? La villa di Alberto Sordi sarà un museo. “Proprio per rispettare le sue volontà testamentarie, sono state […]

Quotidiani
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Forse Sordi non avrebbe gradi to tutto questo trambusto, e il fatto che siamo andati a mettere il naso nella sua casa che custodiva così gelosamente”. Il Tempo apre l’articolo con il commento del ministro Dario Franceschini: argomento? La villa di Alberto Sordi sarà un museo. “Proprio per rispettare le sue volontà testamentarie, sono state per la prima volta aperte le porte della storica dimora romana all’Aventino, per presentare le attività delle Fondazioni che portano il suo nome. Una casa dove tutto è rimasto più o meno come era, dalla leggendaria barberia al soffitto decorato e circondato da statue di Ceroli nel teatro, che l’attore fortemente volle, ma fece poi chiudere nel 1972, quando morì la sorella Savina cui era legatissimo”. I tempi? “Ancora non si conoscono date precise. I tempi saranno ragionevolmente lunghi perché prima dobbiamo rendere abitabile la casa, per molto tempo trascurata, altrimenti non si può pensare di allestire un museo. Prossimo step, dunque, per la realizzazione del progetto di allestimento del museo, quello dei lavori di conservazione edilizia che andranno fatti nella villa, a causa di infiltrazioni di umidità”.

Poussin, devoto o mangiapreti? Italia Oggi presenta la grande mostra allestita al Louvre di Parigi, che cerca di rispondere all’interrogativo: “Ha dipinto di tutto, dai quadri religiosi ai baccanali. Un misto di sacro e profano, di rappresentazione di scene religiose e di impeto dionisiaco. Sono due aspetti che convivono”. San Callisto, nasce il museo delle catacombe. È La Repubblica Roma a raccontare gli sviluppi legati al “cubicolo delle meraviglie”, così definito “per gli inediti affreschi trovati sulla volta intorno all’immagine di Orfeo, dove spiccano nuove decorazioni floreali in rosso cinabro, verde vegetale e azzurrite, uccelli e un mostro marino”. Cinema su La Stampa, che aggiorna sul futuro del Festival del Film della Capitale, che ieri ho presentato la sua edizione 2015: “Senza giuria né concorsi Roma riscopre la sua Festa pop”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.