L’avanguardia anti-integralista? In Pakistan passa per le pagine di un fumetto. Così il collettivo Paasban vuole mostrare ai Talebani l’Islam non violento

È un’idea talmente ardita da risultare beffarda, e proprio per questo dirompente. Si fa beffe delle vicende di Charlie Hebdo, delle vignette sataniche danesi o svedesi, della proverbiale iconoclastia dell’Islam più radicale e dell’idiosincresia dimostrata in special modo verso l’ironia affidata al disegno. E proprio a pochi giorni dalla condanna – in Iran – della […]

Una tavola di Paasban

È un’idea talmente ardita da risultare beffarda, e proprio per questo dirompente. Si fa beffe delle vicende di Charlie Hebdo, delle vignette sataniche danesi o svedesi, della proverbiale iconoclastia dell’Islam più radicale e dell’idiosincresia dimostrata in special modo verso l’ironia affidata al disegno. E proprio a pochi giorni dalla condanna – in Iran – della vignettista Atena Farghadani a 12 anni di carcere, dal Pakistan arriva la notizia che proprio ai fumetti il collettivo Paasban affida la sua lotta al radicalismo dei talebani.

Comic book 'Guardians' to steer young Pakistanis away from extremism from cFrontiers.co on Vimeo.

Vogliamo dimostrare che si può essere credenti e non violenti“, ha riassunto l’autore dei testi, Gauhar Aftab. Il fumetto è stato lanciato all’inizio della settimana nella provincia del Punjab, la più grande del paese, ma è pensato per viaggiare in tutto il mondo grazie a una applicazione per smartphone – la vedete nel video – che sarà presentata il 10 giugno. “Vogliamo parlare a tutti i musulmani che rifiutano l’estremismo violento, quello praticato da alcuni gruppi che hanno ingannato la nostra fede“. In tre volumi scritti in inglese con la traduzione in urdu, la serie segue la vita di un gruppo di amici del college a cavallo tra modernità e tradizione.

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.