Deitch torna a New York con una mostra dell’artista e regina dell’occulto Cameron. E un disegno che nel 1957 fu censurato dalla polizia di Los Angeles

Il mercante d’arte ed ex direttore del MOCA di Los Angeles Jeffrey Deitch lascia (momentaneamente?) la soleggiata West Coast  per fare ritorno nella New York in cui, negli anni Novanta, curò diverse memorabili mostre che gli spianarono la strada nel mondo dell’arte. Nella sua galleria di 76 Grand Street, a Soho, che da buon newyorkese […]

Cameron, Peyote Vision (1955)

Il mercante d’arte ed ex direttore del MOCA di Los Angeles Jeffrey Deitch lascia (momentaneamente?) la soleggiata West Coast  per fare ritorno nella New York in cui, negli anni Novanta, curò diverse memorabili mostre che gli spianarono la strada nel mondo dell’arte.
Nella sua galleria di 76 Grand Street, a Soho, che da buon newyorkese non ha mai venduto, lo stravagante Deitch ha in programma di rispolverare per settembre una controversa selezione di disegni, dipinti e scritti firmati da Marjorie Cameron Parsons Kimmel (1922–1995), artista, poeta e maestra delle arti occulte, che, nei tardi anni Quaranta, frequentava circoli di entusiasti del sci-fi, tra i quali il fondatore di Scientology, e praticava controversi rituali di natura sessuale, nella convinzione di essere la reincarnazione in terra di una divinità del pantheon della pseudo religione di Thelema. L’esposizione sarà una sorta di derivato della mostra concepita da Deitch e allestita lo scorso inverno al MOCA, Songs for the Witch Woman, che comprendeva la più grande collezione di lavori di Cameron, con 91 pezzi.
Nella mostra Cameron: Cinderella of the Wastelands non mancherà Peyote Vision, il disegno monocromo esplicito di Cameron che, mezzo secolo fa, portò alla chiusura della Ferus Gallery di Los Angeles in cui era esposto e all’arresto, con accusa di oscenità, dell’artista Wallace Berman che aveva incluso il disegno nella sua personale.
Oggi, non farà certo scandalo come allora, ma Deitch troverà sicuramente il modo di lasciare il suo pubblico a bocca aperta.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.
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