L’ennesima conferma di mercato per l’arte italiana arriva dall’Austria. Serata record da Dorotheum. Con Castellani che sfiora il milione

Inarrestabile, la scalata dell’arte italiana d’avanguardia del secondo dopoguerra, nel mercato mondiale. Le conferme arrivano asta dopo asta, fiera dopo fiera, da Milano a Maastricht, da Londra ad Hong Kong. Stavolta, la riprova passa dalla casa d’aste austriaca Dorotheum che, la scorsa settimana, ha raggiunto il suo fatturato più alto per la categoria. A condurre […]

Lucio Fontana, Busto di donna (1949)

Inarrestabile, la scalata dell’arte italiana d’avanguardia del secondo dopoguerra, nel mercato mondiale. Le conferme arrivano asta dopo asta, fiera dopo fiera, da Milano a Maastricht, da Londra ad Hong Kong. Stavolta, la riprova passa dalla casa d’aste austriaca Dorotheum che, la scorsa settimana, ha raggiunto il suo fatturato più alto per la categoria. A condurre la vendita è stata una Superficie di Enrico Castellani che, per un pelo, non ha toccato il milione, fermandosi alla cifra record di 965 mila euro. In queste occasioni, non manca mai Lucio Fontana, un altro pilastro della scena artistica milanese degli anni Cinquanta: il suo Busto di donna in terracotta smaltata ha attirato l’attenzione dei collezionisti internazionali in sala, con un’aggiudicazione finale di più di 588 mila euro; mentre, Concetto spaziale, Attesa del 1963-1964, una tela bianca di piccole dimensioni con singolo taglio centrale, è stata battuta per oltre 405 mila euro.

Si sono distinti anche Dadamaino, Piero ManzoniPaolo Scheggi, Carla Accardi, e Agostino Bonalumi, presente in catalogo con diverse opere rappresentative delle sue ricerche astratte.
La scultura Linee di Fausto Melotti, di estrema sintesi, ha stupito raddoppiando la stima di pre-vendita e raggiungendo i 369 mila euro. Oltre 204 mila, invece, per la scultura in acciaio Ellisse di Mauro Staccioli. Che per lo scultore di Volterra è la cifra più alta mai raggiunta.
Nel video promozionale di Dorotheum, tutti gli highlights delle due evening sale viennesi.

– Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.