Bologna presenta l’Opificio Golinelli, ecco le prime immagini. C’è anche il ministro Franceschini a festeggiare il nuovo megacentro per scienza e cultura

“In occasioni come questa, Bologna sembra quasi essere New York, o un’altra grande metropoli internazionale”. Non ha lesinato parole di entusiasmo, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, ospite d’onore a Bologna che, poco dopo il Mast, si regala un altro centro culturale di grande prestigio, presentato oggi a stampa e autorità in anticipo con […]

In occasioni come questa, Bologna sembra quasi essere New York, o un’altra grande metropoli internazionale”. Non ha lesinato parole di entusiasmo, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, ospite d’onore a Bologna che, poco dopo il Mast, si regala un altro centro culturale di grande prestigio, presentato oggi a stampa e autorità in anticipo con l’inaugurazione in programma con una grande festa il 3 ottobre 2015. Parliamo dell’Opificio Golinelli, “Centro per la conoscenza e la cultura” della Fondazione Golinelli, nata a Bologna nel 1988 per volontà dell’imprenditore e filantropo Marino Golinelli. Obbiettivo? In linea con quelli storici della fondazione, ovvero “promuovere l’educazione e la formazione, diffondere la cultura e la scienza, favorire la crescita intellettuale ed etica dei giovani e della società”.
Delle caratteristiche del nuovo centro ve ne avevamo già parlato, e torneremo presto a farlo con maggiori dettagli: parliamo di un’area industriale di circa 3 ettari occupata fino al 2008 dalla Società Fonderie Sabiem. Una cittadella del sapere, che ha richiesto un investimento complessivo di 12 milioni di euro, per superfici utili di 9mila mq. “Si realizza il mio sogno di investire nel futuro di tutti”, ha sottolineato Golinelli, “un’iniziativa concreta per prepararsi a vivere in un mondo diverso, globale, complesso, imprevedibile”. Noi c’eravamo, e documentiamo intanto la giornata con l’ampia fotogallery…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.