Bastano 13 opere per fare una grandissima mostra di Giotto. Ecco cosa si vedrà a settembre a Palazzo Reale di Milano

Avete già decretato che quella di Leonardo aperta fino al prossimo 19 luglio a Palazzo Reale di Milano sarà la mostra dell’anno 2015? Forse siete stati un po’ precipitosi: perché quantomeno dovreste aspettare il 2 settembre, quando la stessa location vi metterà davanti agli occhi un appuntamento che potrebbe farvi tornare sulla vostra decisione. Una […]

Avete già decretato che quella di Leonardo aperta fino al prossimo 19 luglio a Palazzo Reale di Milano sarà la mostra dell’anno 2015? Forse siete stati un po’ precipitosi: perché quantomeno dovreste aspettare il 2 settembre, quando la stessa location vi metterà davanti agli occhi un appuntamento che potrebbe farvi tornare sulla vostra decisione. Una mostra che riunirà ben 13 opere di Giotto, prevalentemente su tavola, nessuna delle quali prima esposta a Milano: “una sequenza di capolavori assoluti mai riuniti tutti insieme in una esposizione. Ognuno di essi ha provenienza accertata e visualizza quindi il tragitto compiuto da Giotto attraverso l’Italia del suo tempo, in circa quarant’anni di straordinaria attività”.
L’evento espositivo che concluderà il semestre di Expo 2015, curato da Pietro Petraroia e Serena Romano con un progetto allestitivo di Mario Bellini, prenderà il via dalle opere giovanili come il frammento della Maestà della Vergine da Borgo San Lorenzo e la Madonna da San Giorgio alla Costa, passando per la tavola con Dio Padre in trono proveniente dalla Cappella degli Scrovegni, per chiudersi con il polittico di Bologna e il polittico Baroncelli, dall’omonima cappella di Santa Croce a Firenze, che nell’occasione della mostra verrà ricongiunto con la sua cuspide, raffigurante il Padre Eterno, conservata nel museo di San Diego in California. Noi anticipiamo l’evento con una serie di immagini…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.