Basel Updates: Statements e Feature, i luoghi giusti per artisti emergenti e mid career dentro Art Basel. Da Zoe Leonard a Georges Adeagbo

Due settori della fiera sono dedicati a artisti emergenti o che meritano di essere riconsiderati sotto una nuova luce. Nella piccola Statement ne vengono presentati 16 che si esprimono con tutti i mezzi creativi; da una parte c’è chi si muove tra denuncia e impegno, dall’altra chi lavora sul linguaggio. Quelli del primo gruppo provengono […]

Due settori della fiera sono dedicati a artisti emergenti o che meritano di essere riconsiderati sotto una nuova luce. Nella piccola Statement ne vengono presentati 16 che si esprimono con tutti i mezzi creativi; da una parte c’è chi si muove tra denuncia e impegno, dall’altra chi lavora sul linguaggio. Quelli del primo gruppo provengono da Africa, Area del Golfo e Cina e sono sostenuti da gallerie attive come The Third Line per Abbas Akhavan, Platform China per Zaho Zaho e Marcelle Alix per Mathieu Kleyebe Abonnenc che era anche a Venezia nel padiglione belga; del secondo fanno parte artisti occidentali come Nicolas Party (Gregor Steiger), Julia Rommel (Bureau) e Kasper Akhoj (Ellen de Bruijne), che cercano la loro strada tra pittura e scultura. Fa gruppo a se’ Nancy Lupo che per altro e’ tra le vincitrici del Baloise Price.
A Feature l’atmosfera si fa più rarefatta e elegante, tendenzialmente monocromatica. Gli stand sono allineati lungo una parete e sono facilmente visitabili anche perché riparati rispetto al grande flusso di visitatori. Raffaella Cortese alterna sulle pareti raffinate fotografie di Zoe Leonard e James Welling, mentre Peres Project propone anche David Ostrowsky; da Arratia Beer è tutto sulla tonalità della juta con le installazioni di Haleh Redjaian Friedrich Teepe. Riuscita la “stanza” di Georges Adeagbo da Wien Lukatsch che ci proietta in un altro luogo. Eccovi la fotogallery…

– Antonella Crippa

 

 

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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Da settembre 2017 è la curatrice responsabile della Collezione UBI BANCA. Si forma come storica dell’arte laureandosi in Conservazione dei beni culturali e diplomandosi alla Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 1999-2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard). Dal novembre 2009 al luglio 2017 è stata responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale era membro del consiglio di amministrazione. Ha collaborato con la Commissione Europea come esperta valutatrice. Insegna “Comunicazione e valorizzazione delle collezioni museali” al postgraduate master Contemporary Art Markets della NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.
  • Dall’Italia mi sembra di vedere il mid-career Scheggi. E ancora in Italia si omette e si rimuove un problema dell’arte italiana. La stessa Artribune osteggia un discorso critico reale (perché forse difende i propri inserzionisti) che farebbe il bene di tutti.