David Tremlett per l’housing popolare dell’Opera Barolo di Torino. Quando l’arte contemporanea ha una vocazione sociale

Chi pensa che l’edilizia popolare sia soltanto sinonimo di squallore, degrado e delinquenza, non conosce il futuro housing sociale della Fondazione Opera Barolo di Torino. Storicamente impegnata in prima linea a rispondere alle emergenze sociali, dal 2014 la Fondazione guida la ristrutturazione di uno stabile di 3mila metri quadrati, che, nelle sue 48 unità abitative, […]

Gli studenti dell'Accademia a lavoro

Chi pensa che l’edilizia popolare sia soltanto sinonimo di squallore, degrado e delinquenza, non conosce il futuro housing sociale della Fondazione Opera Barolo di Torino. Storicamente impegnata in prima linea a rispondere alle emergenze sociali, dal 2014 la Fondazione guida la ristrutturazione di uno stabile di 3mila metri quadrati, che, nelle sue 48 unità abitative, potrà ospitare, per un tempo limitato, le tante famiglie che nell’Italia di oggi non possono permettersi i costi del libero mercato per un tetto sopra la testa.
Il progetto è ormai in fase di completamento e ad accogliere, presto, i futuri abitanti della residenza sarà un wall painting di David Tremlett. L’artista inglese è stato invitato a Torino dal compositore e musicista piemontese Ezio Bosso che, nei suoi soggiorni torinesi, risiede abitualmente all’Opera Barolo, dove ha anche un suo studio. I due artisti avevano lavorato insieme lo scorso anno alla Ikon Gallery di Birmigham: nell’occasione, il compositore si era esibito in uno spazio che David Tremlett aveva trasformato temporaneamente con le sue pitture architettoniche.
Ritmo e forma è l’intervento progettato da David Tremlett per l’housing sociale dell’Opera Barolo. Si tratta di una pittura murale che dilaga tra l’ingresso, i vani degli ascensori, gli androni delle scale, i corridoi e gli ambienti comuni della residenza, definendo un ritmo compositivo continuo. La realizzazione dell’opera è stato frutto di un processo partecipato, in cui sono stati coinvolti anche cinque studenti del corso di pittura dell’Accademia Albertina di Belle Arti. “Trasformare i muri, le stanze, la vita in arte”, questo l’intento dichiarato dall’artista, per un luogo che auspica di lasciare fuori dalle sue mura il grigio della vita e di essere territorio di speranza e di ripartenza.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.