Arriva al Guggenheim di Bilbao la monumentale retrospettiva di Jeff Koons. Tante foto dalla preview della mostra che apre al pubblico questa settimana

Apre al pubblico il 9 giugno la grande retrospettiva di Jeff Koons al Museo Guggenheim di Bilbao. Ed è una chiusura eloquente del tour iniziato al Whitney di New York (ultima mostra nella “vecchia” sede) e transitato al Pompidou. Se infatti l’edificio progettato nella capitale basca da Frank Gehry ha rappresentato, nel bene e nel […]

Apre al pubblico il 9 giugno la grande retrospettiva di Jeff Koons al Museo Guggenheim di Bilbao. Ed è una chiusura eloquente del tour iniziato al Whitney di New York (ultima mostra nella “vecchia” sede) e transitato al Pompidou. Se infatti l’edificio progettato nella capitale basca da Frank Gehry ha rappresentato, nel bene e nel male, una pietra miliare nell’architettura museale e in un certo modo di concepire l’arte come volano di sviluppo economico, il Puppy di Koons posto all’ingresso del museo ne è l’icona celeberrima. La retrospettiva è ordinata cronologicamente e comprende le serie più importanti realizzate dagli Anni Settanta (gli Inflatables) fino a Gazing Ball, serie iniziata nel 2013 e ancora in via di sviluppo. Il tutto allestito lungo tutto il secondo piano del museo e nella enorme sala 105 al ground floor. La curatela è firmata da Scott Rothkopf insieme a Lucía Aguirre, e naturalmente qualche piccola differenza emerge in questa versione basca. La più evidente, rispetto all’allestimento parigino, riguarda la serie Made in Heaven, qui molto meno “esplicita”. Da segnalare infine la grande disponibilità dell’artista, dalla lunga performance a uso dei fotografi alle risposte articolate ad almeno una ventina di domande durante la conferenza stampa. E alla questione su quanto abbia contato Larry Gagosian nel suo successo, Koons ha risposto lodando l’amico gallerista, ma sottolineando al contempo quanto sia stata fondamentale Ileana Sonnabend. Senza scomporsi di un millimetro per una domanda che voleva forse essere scomoda.

Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
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